Dal Patto di stabilità a un Patto per la crescita
di Gianni Pittella
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A Paolo Gentiloni e Matteo Renzi va riconosciuto il merito di aver insistito in questi anni e riaperto il dibattito sull’urgenza di un cambiamento delle regole di bilancio a livello europeo.
Il Patto di stabilità è divenuto un feticcio, opaco e di quasi impossibile applicazione vista la sua complessità. Il fiscal compact inoltre appare viziato da un approccio rigorista, ideologico e dogmatico. Oltre alla critica, è necessario tuttavia cercare di fare un passo avanti.
Il dibattito non può e non deve limitarsi a mettere in evidenza le debolezze della governance economica dell’eurozona. Se è giusto puntare il dito contro ciò che non va, è altrettanto indispensabile lavorare a una riforma dell’Eurozona votata alla crescita. Il gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo e governi come quello italiano sono da anni impegnati su questo fronte.
Ciò che serve all’Europa è un Patto per la crescita che risolva le ambiguità ancora presenti. Perché superare il fiscal compact va bene ma non è sufficiente.
Oggi serve di più. Bisogna passare dal Patto di stabilità al Patto per la crescita. E questo nuovo patto dovrà fondarsi necessariamente su una prima cessione di sovranità dal livello nazionale a quello europeo. Se la politica monetaria, sotto la guida della Bce di Draghi, ha funzionato, questo lo si deve al fatto che essa è centralizzata a livello europeo. Anche la politica di bilancio deve andare nel senso di una sempre maggiore centralizzazione. Per fare questo non serve nulla di sconvolgente, non bisogna nemmeno modificare i trattati. Si possono sfruttare meglio gli strumenti che abbiamo a disposizione. Si può e si deve innanzitutto istituire un ministro del Tesoro della zona euro che risulti dalla fusione degli incarichi di presidente dell’Eurogruppo e di commissario europeo. Il nuovo ministero del Tesoro avrà la possibilità di sostenere l’ economia europea attraverso una “capacità di bilancio” alimentata attraverso l’emissione di titoli comuni di debito. Esso potrà poi intervenire in maniera più positiva sulle politiche di bilancio nazionali. Ogni anno la Commissione presenta quella che tecnicamente si chiama Analisi annuale della crescita, una sorta di Documento di economia e finanza a livello europeo, in cui suggerisce lo sforzo di bilancio che la zona euro deve compiere. In altre parole, indica se gli Stati membri, considerati nel loro insieme, devono aprire o chiudere i cordoni della borsa.

