Sicurezza nazionale

007, allerta jihadismo e suprematismo. Russia leader nella minaccia ibrida. Golden power, Mantovano: «Possibile tagliando alla legge»

Presentata la relazione annuale 2025 dei servizi segreti. Il prefetto Rizzi al suo debutto pubblico come direttore del Dis: «L’intelligence si muove nel perimetro della legalità»

Giovanni Caravelli Direttore AISE, Lorenzo Guerini Presidente Copasir, Alfredo Mantovano Sottosegretario Presidenza del Consiglio, Vittorio Rizzi Direttore Generale del DIS, Bruno valensise, Direttore AISI. (Imagoeconomica)

4' min read

4' min read

Instabilità, incertezza, competizione. Sono queste le tre parole chiave attraverso cui la Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza sceglie di raccontare lo scenario in cui ci muoviamo. «Una fotografia del tempo che viviamo», per dirla con il nuovo direttore del Dis, il prefetto Vittorio Rizzi, che ha presentato il documento a Roma assieme all’autorità delegata ai servizi segreti, il sottosegretario Alfredo Mantovano, il presidente del Copasir Lorenzo Guerini e i direttori dell’Aise, Giovanni Caravelli, e dell’Aisi, Bruno Valensise. La data di oggi non è causale: ricorrono i vent’anni dall’omicidio di Nicola Calipari, a cui la sala ha riservato un minuto di silenzio.

Il mondo cambia, appello allo «spirito nazionale»

Doppio il binario su cui Governo e intelligence hanno voluto fare squadra: da un lato l’allerta per i conflitti a Gaza e in Ucraina, per le incognite legate al Mediterraneo e all’Africa e per le tensioni nell’Indo-Pacifico; dall’altro lato l’esigenza di difendere i servizi segreti italiani da «sospetti e diffidenze» e di intensificare gli sforzi per la sicurezza nazionale. Rizzi ha voluto «garantire e testimoniare che la comunità dell’intelligence si muove all’interno del perimetro di legalità rappresentato dalla Costituzione e dalla legge 124/2007. Lo dico a nome di Nicola Calipari e delle donne e uomini che servono ogni giorno questo Paese per garantire gli interessi dell’Italia». Un monito per tutti è arrivato chiaro da Mantovano sia sullo «spirito nazionale» necessario per affrontare le sfide del presente sia sui fronti da preservare a ogni costo: «Professionalità, strumenti adeguati, anche giuridici, e riservatezza».

Loading...

L’intelligenza artificiale tra opportunità e minacce

Una dashboard iniziale nella relazione illustra i cambiamenti in atto suddivisi in 16 macroaree, dal clima alla tecnologia. Rizzi ne ha segnalate due: la demografia, con il calo del 30% dei lavoratori attivi nei prossimi trent’anni, e gli squilibri economici, con 705,17 milioni di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà, il 9% della popolazione mondiale, e il 60,5% della ricchezza che si concentra nel 10% più benestante. Per la prima volta, inoltre, il testo contiene un inserto dedicato all’intelligenza artificiale, che Rizzi prefigura come «il big bang di questo millennio». Dual use, perché «può essere un’arma pericolosissima se usata a scopo di minaccia e una grande opportunità per gli strumenti di intelligence». In ogni caso, un gigantesco affare: la stima del mercato mondiale entro il 2027 si aggira intorno ai 407 miliardi di dollari.

Per Gaza 9 dei 12 attentati in Europa, jihadismo e suprematismo si saldano

Preoccupano i fronti globali che impattano sulla sicurezza nazionale. «Il conflitto a Gaza – ha spiegato Rizzi - è stato il leit motiv di 9 dei 12 attentati in Europa nel 2024», raddoppiati rispetto al 2023. La minaccia jihadista aumenta, anche in Italia, ma non è l’unica. «Nel 2024 – si legge nella Relazione - si è confermato il trend di progressivo innalzamento del rischio derivante dall’estrema destra suprematista e “accelerazionista” internazionale, che spesso si declina in rete attraverso la diffusione di incitazioni alla violenza nichilista, indiscriminata e d’impronta politica e razziale». Preoccupa la giovane età dei protagonisti, spesso minorenni, la cui radicalizzazione avviene soprattutto online. «Il terrorismo fragile della generazione alfa – ha sottolineato Rizzi - cresce intorno a vulnerabilità individuali o di carattere sociale».

Ucraina, lo scenario si è complicato

Sulla guerra in Ucraina Rizzi ha riconosciuto che «i 49 minuti» alla Casa Bianca di venerdì scorso «hanno ulteriormente complicato lo scenario mondiale», sottolinea come «qualsiasi soluzione del conflitto comporterà una rimodulazione dell’architettura della sicurezza in Europa» e ricorda l’impegno dell’autorità politica per la pace e la preservazione degli equilibri della comunità euroatlantica. La ricostruzione dell’Ucraina, comunque vada, esporrà ad altre vulnerabilità per il rischio di infiltrazioni della criminalità.

Russia leader nella minaccia ibrida

La Relazione non tace il ruolo di Russia e Cina come principali attori «capaci di porre in essere campagne coordinate, multi-vettoriali e sinergiche in grado di sfruttare alcune caratteristiche strutturali e attaccare le debolezze sistemiche dei Paesi occidentali». Mosca, in particolare, ha rivelato tutta la sua potenza di fuoco nella minaccia ibrida, avvalendosi di intelligence, stampa, mezzi economici, cibernetici e diplomatici, e anche di forze militari. Con la disinformazione organizzata come veicolo privilegiato e un aumento delle azioni di sabotaggio e degli atti di violenza (ma non rilevati ancora nel nostro Paese).

Golden power, crescono le notifiche. Mantovano: «Tagliando alla legge»

Non sorprende, in un panorama di tensioni e interferenze, la crescita delle notifiche relative al golden power: 660 (+14% rispetto al 2023 e + 9% rispetto al 2022). Nel 2024 sono aumentate anche le prenotifiche, a quota 175 (+17%). Un trend confermato anche nei primi due mesi di quest’anno, che hanno visto ben 122 notifiche. Come evitare il rischio di trasformare il golden power in un vincolo per le imprese con il Governo nel ruolo quasi di azionista occulto? «Credo che non sia fuori luogo pensare, in un’ottica di condivisione, a una sorta di tagliando alla legge per capire se qualche aspetto possa essere registrato», ha risposto Mantovano. «Il contesto attuale è completamente diverso non solo da quello in cui la legge è stata approvata ma anche dagli anni successivi alla sua approvazione». Deve far riflettere, secondo il sottosegretario, anche la forbice molto larga tra il numero delle notifiche e il numero dei provvedimenti adottati. Nel 2024 sono arrivati a conclusione 647 procedimenti: solo per due volte si è fatto ricorso all’esercizio dei poteri speciali nella massima forma (il veto), per 23 operazioni si sono previste condizioni.

Almasri e Paragon, «quel che si poteva dire è stato detto»

Nessuna informazione aggiuntiva è arrivata da Mantovano sui dossier caldissimi che hanno agitato le acque negli ultimi mesi: il caso Almasri (l’approfondimento del Tribunale dei ministri e l’interlocuzione con la Corte penale internazionale «sconsigliano - ha detto Mantovano - di mettere in pubblico più informazioni di quelle già ampiamente fornite dai ministri Nordio e Piantedosi in Parlamento») e la questione del software Paragon («Ci sono indagini in corso, qualsiasi cosa venisse aggiunta danneggerebbe le attività di intelligence e di indagine»).

Esposto Dis «non contro Lo Voi ma per compromissione di un documento»

Quanto all’esposto del Dis alla procura di Perugia per la diffusione di documenti riservati dell’Aisi da parte della procura di Roma, è stato Rizzi a ricostruire: «Non è una questione personale. Io per legge sono chiamato ad esercitare vigilanza in tema di classificazione documenti. Mi sono trovato di fronte a una compromissione di questi atti classificati come riservati, che contenevano le generalità di dipendenti e attività operative in corso. Una violazione dell’articolo 42 della legge 124. Il Dis non denuncia il procuratore Francesco Lo Voi, ma la compromissione di un documento. Abbiamo esposto i fatti alla procura che valuterà se sussistono tutte le condizioni per accertare che è un reato».

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti