Cavi sottomarini del Baltico tranciati dall’ancora di una nave cinese, lo conferma la polizia svedese
L’indagine svedese conferma: a tagliare i collegamenti è stato il mercantile «Yi Peng 3». Dolo o colpa? Pechino non autorizza l’ispezione del cargo
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Continua il giallo sui due cavi sottomarini tranciati nel Baltico. L’indagine della polizia svedese ha confermato che responsabile del danno è la “Yi Peng 3”, mercantile battente bandiera cinese in viaggio dalla Russia all’Egitto, transitata nelle zone degli “incidenti” esattamente nei momenti in cui i due cavi sottomarini sono stati recisi.
A tranciare i collegamenti sarebbe stata l’ancora del cargo cinese, trascinata sui fondali marini oltre un centinaio di miglia nautiche.
Pechino nega l’ispezione della nave
Resta da capire se si tratti di dolo o colpa, ovvero se si tratti di sabotaggio deliberato o di un incidente, anche perché le autorità cinesi non hanno ancora autorizzato la polizia svedese a ispezionare la nave e interrogare i membri dell’equipaggio (guidati pare da un comandante russo).
In questo momento la “Yi Peng 3” è ancorata a meno di un miglio nautico al di fuori delle acque territoriali danesi, con Copenaghen riluttante a effettuare un abbordaggio su una nave battente bandiera cinese. La Svezia ha richiesto ufficialmente che il mercantile ritorni volontariamente nelle acque territoriali svedesi.
In ogni caso sta prendendo piede l’ipotesi di un atto deliberato. «È estremamente improbabile che il comandante non si sia accorto che la sua nave stava trascinando l’ancora, perdendo velocità per ore e tagliando i cavi lungo il percorso», ha osservato un investigatore europeo in una conversazione con il Wall Street Journal.


