Nuove strategie museali

A Bologna i musei civici fanno sistema

Dal Comune, grazie a più finanziamenti europei, il Piano Strategico Integrato del Sistema punta su ricerca, innovazione, partecipazione e impatto sociale. I medici di base potranno prescrivere attività museali ai pazienti

Collezioni Comunali d'Arte (Roberto Serra / Iguana)

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Il Comune di Bologna ha presentato un nuovo Piano Strategico Integrato (2025-2029) per i suoi Musei Civici: un progetto scientifico e culturale che ha l’obiettivo di trasformarli in un vero e proprio Sistema museale cittadino e metropolitano. Il Piano, curato da Eva Degl’Innocenti, direttrice del Settore Musei Civici Bologna dal 2024, e da Pier Luigi Sacco, professore di Economia Biocomportamentale presso l’Università di Chieti-Pescara, mira a rafforzare il ruolo dei musei non solo come spazi di conservazione e divulgazione, ma anche come luoghi di servizio per la comunità, con un’attenzione particolare al benessere psicofisico dei cittadini. In linea con le politiche comunali e le più recenti strategie europee di sviluppo cross-settoriale, il Piano prevede la creazione di un sistema museale integrato, che coinvolgerà Bologna e la sua area metropolitana in un modello di governance condivisa e collaborativa tra enti locali e cittadini.

I Musei Civici di Bologna

Fondati nel 1881, i Musei Civici di Bologna rappresentano il cuore del patrimonio culturale del capoluogo emiliano-romagnolo. Oggi la rete museale comprende istituzioni di grande rilievo, tra cui il MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna, il Museo Morandi e Casa Morandi, il Museo per la Memoria di Ustica, il Museo Civico Archeologico, il Museo Civico Medievale, le Collezioni Comunali d’Arte, il Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, il Museo del Tessuto e della Tappezzeria “Vittorio Zironi”, il Museo del Patrimonio Industriale, il Museo Civico del Risorgimento e il Museo internazionale e biblioteca della musica.

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Nel 2022, sotto la guida del neo-sindaco Matteo Lepore, la rete museale è stata riorganizzata con l’obiettivo di centralizzarne la gestione in un sistema integrato e più efficiente. A dirigere questa nuova fase di trasformazione è stata chiamata Eva Degl’Innocenti, nominata alla guida del Settore Musei Civici e reduce da un importante mandato al MArTA di Taranto, con il compito di elaborare un Piano Strategico quinquennale per rafforzare il ruolo dei musei nella vita culturale e sociale della città. Un progetto ambizioso, oltre che europeista, che presenta un ulteriore elemento di innovazione: la sua redazione è stata finanziata dall’Unione europea nell’ambito del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027 - Priorità 7 - all’interno del Progetto BO7.5.1.1.b dei musei comunali felsinei “I musei come leva di sviluppo turistico e promozione dei talenti”.

Il Piano Strategico Integrato

Il Piano Strategico 2025-2029 del Settore Musei Civici di Bologna traccia una nuova rotta per il sistema museale cittadino, puntando su un modello di gestione integrata che ottimizzi risorse e funzioni in chiave sinergica. Al centro della strategia emergono quattro grandi sfide: attivazione civica, salute pubblica, sostenibilità finanziaria e un turismo culturale intelligente. Tra le principali novità introdotte dal Piano spicca la Prescrizione Culturale, un’innovazione ispirata a modelli già sperimentati con successo in altri Paesi europei come Regno Unito, Paesi scandinavi, Canada, Australia e Belgio. Il concetto di prescrizione culturale si basa sull’idea che il benessere individuale sia il risultato di un intreccio complesso di fattori fisici, emotivi, sociali e ambientali all’interno dei quali la cultura e l’arte possono diventare uno strumento di benessere, trasformando così i musei in veri e propri spazi di cura e rigenerazione. Per questo motivo, il Piano prevede la stipula di un protocollo con il Servizio Sanitario regionale, affinché i medici di base possano prescrivere attività museali ai propri pazienti. Parallelamente, all’interno dei Musei Civici verranno attivati spazi dedicati a servizi di ambulatorio medico, in un’ottica di integrazione tra cultura e salute. In questo modo Bologna si trasformerà in un vero e proprio laboratorio di innovazione sociale, con la prospettiva di raccogliere dati e per l’elaborazione di Policy Guidelines destinate all’Amministrazione Pubblica, su esempio del programma “Creative Public Health” della città di Birmingham.

Sette Progetti Pilota

In linea con le direttive strategiche del Piano Strategico Integrato 2025-2029, il Settore Musei Civici di Bologna ha identificato sette progetti pilota destinati a ridefinire il ruolo del museo nella società contemporanea:

• Board Museale Giovani: un consiglio composto da giovani di ogni fascia d’età, dalla scuola primaria all’università, con l’obiettivo di influenzare le scelte strategiche dei musei e promuoverne il valore presso le nuove generazioni.

• Scatola della Memoria: protocollo di invecchiamento attivo. L’iniziativa è dedicata agli anziani, che attraverso laboratori creativi e un toolkit interattivo aiuta a rievocare ricordi e stimolare il dialogo intergenerazionale, rafforzando il legame tra memoria individuale e collettiva.

• Decolonizzazione Digitale: una sfida ambiziosa che prevede il coinvolgimento diretto dei giovani nella reinterpretazione e modifica delle collezioni digitali dei musei, promuovendo una rilettura critica della storia attraverso nuove prospettive.

• LARP – Gioco di ruolo urbano: un’esperienza immersiva che trasforma il patrimonio storico in un’avventura interattiva. Attraverso il Live Action Role Play (LARP), i partecipanti esploreranno gli spazi urbani adiacenti ai musei, immergendosi in percorsi tematici che rendono la storia più coinvolgente e partecipata.

• Phygital Diplomacy: un progetto che punta sull’integrazione tra patrimonio culturale e narrazione digitale, creando una strategia comune tra diverse istituzioni per valorizzare le collezioni attraverso strumenti interattivi, innovativi e condivisi.

• Pre-Texts: protocollo culturale: un format educativo basato sull’utilizzo di testi per stimolare il pensiero critico e la creatività, attraverso attività come la creazione collettiva di opere d’arte o esperienze immersive che reinventa la fruizione delle collezioni museali.

• Musica, Genitorialità e Salute: un progetto che utilizza il canto e la musica per ridurre il rischio di depressione post-partum e migliorare il benessere delle neo-mamme e dei neo-genitori, favorendo momenti di condivisione e supporto emotivo.

Focus su fondi europei e Art Bonus

Nel quinquennio, il Piano Strategico Integrato 2025-2029 dei Musei Civici di Bologna prevede un significativo incremento delle risorse finanziarie, con una crescita complessiva del +27,9% rispetto al periodo precedente. Tra le voci più dinamiche si segnala il raddoppio dei fondi derivanti dall’Unione Europea, su cui il Piano dichiara di far leva grazie a una maggiore partecipazione a bandi di finanziamento e progetti internazionali. Parallelamente, il rafforzamento delle strategie di fundraising prevede di generare un aumento stimato del +32% delle risorse complessive, con un ruolo chiave delle donazioni attraverso Art Bonus. Questo strumento, ancora poco utilizzato dal Settore Musei Civici, potrebbe conoscere un’accelerazione grazie all’introduzione di un nuovo portale digitale per le donazioni, facilitando il coinvolgimento di aziende ed enti non commerciali nel finanziamento delle attività culturali.

Un’altra leva strategica del piano finanziario è rappresentata dalle risorse che il Comune di Bologna ha già in programma per il prossimo triennio e che è ragionevole ritenere sarà confermato in futuro, con particolare riferimento alla tassa di soggiorno, che per il quinquennio è stimata prudenzialmente in oltre 8,6 milioni di euro. Rispetto alle entrate correnti, il Piano si basa complessivamente su un incremento in 5 anni di circa 5,5 milioni di euro all’anno con un aumento della biglietteria previsto del 32,7% nell’arco dei 5 anni. Un ruolo cruciale sarà giocato dalla significativa ristrutturazione delle politiche di prezzo che, pur non impattando la popolazione residente, prevedono anche delle nuove strategie di dialogo con il sistema delle imprese con una attenta politica di membership destinata a diverse tipologie di imprese con caratteristiche diverse sia in termini di volume di fatturato che per volume di dipendenti.

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