A Borodyanka Banksy e la Street Art dell’Ucraina
Dal restauratore Alessandro Cini un viaggio testimonianza con il libro “Fixing Banking” con prefazione Gloria Gatti
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Nella città distrutta di Borodyanka, fra macerie di edifici, strade interrotte vengono ritrovate opere di Bansky e altre dello strret-artist francese C215. Sono interventi figurativi potenti che gli artisti hanno realizzato per dimostrare la loro solidarietà agli abitanti del centro devastato dai bombardamenti all’inizio dell’invasione russa. Il restauratore Alessandro Cini inizia un viaggio che diventa testimonianza e lotta al fianco degli artisti, delle loro opere e degli abitanti della città che sperano in un futuro migliore. Inizia così il libro “Fixing Banking” di Alessandro Cini (prefazione Gloria Gatti; Fve editori-Gli Oltre, pagine 123, euro 18,00).
Restauratore e viaggiatore Cini ha fondato Restauro e Arte (Rea); due anni fa Cini era in Ucraina per documentare le rovine e mettere in sicurezza alcuni monumenti quando è venuto a sapere dei graffiti. Con le colleghe Paola Caccia e Maria Colonna decide di raggiungere Borodynka, piccolo centro di tredicimila abitanti a sessanta chilometri da Kiev, dove nel febbraio 2022 l’esercito russo era stato respinto dagli stessi ucraini; un episodio tragico quasi ignorato dai media internazionali ma fondamentale nella storia di quel territorio.
Davide e Golia
Il restauratore scopre su un muro di un palazzo sventrato, situato nella piazza principale di Borodynka, un dipinto che rappresenta una giovanissima ginnasta che cerca di stare in equilibrio appoggiandosi sulle rovine; impossibile non pensare immediatamente a Katya Dyachenko, la ginnasta undicenne di Mariupol, uccisa da un bombardamento mentre si trovava a casa sua. In un altro affresco un bambino sovrasta a colpi di karate un uomo grande e grosso. Non è un soggetto casuale: a Putin piacciono le arti marziali. Fragili e commoventi due anziani innamorati si tengono stretti consapevoli che non ci sarà un domani; su una parete appare il disegno di un giovane soldato morto. Sono solo alcuni dei pezzi da mettere in salvo, due di questi portano il segno dell’ artista e writer britannico, la cui vera identità rimane ancora sconosciuta; considerato uno dei maggiori esponenti della street art e attivista, non poteva non andare in Ucraina. A Borodyanka lavora anche C215, pseudonimo di Christian Guémy; inizia a dipingere quando i russi sono ancora presenti in città. C215 sceglie circoli privati, appartamenti bombardati ed evita le strade e le piazze principali. Nelle sue opere gente comune, soldati, raccoglie e scrive nomi e cognomi di chi ha perso la vita nel conflitto.
Un museo, un futuro
Il team continua a lavorare per assicurare la conservazione delle opere, per poi conservarle in un futuro museo di Borodyanka. L’azienda Rea ha finora finanziato da sola l’impresa, per questo la Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina ha avviato una campagna di raccolta fondi per garantire la tutela di questo patrimonio artistico. Scrive Alessandro Cini: «A Borodyanka il filo che unisce le persone c’è ed è ben visibile. Non è collegato alla montagna, è legato alla piazza e all’edificio che si trova al centro, la casa della comunità. Comunità che è stata offesa, violentata, stuprata e derubata dalla guerra, e che ne uscirà più povera e segnata ma anche più forte e determinata di prima. Noi ne facciamo parte, non per nascita ma per affiliazione».
Fixing Banking, di Alessandro Cini, prefazione Gloria Gatti, Fve editori-Gli Oltre, pagine 123, euro 18,00

