A caccia di opportunità tra i bond dei mercati emergenti
Per diversificare il portafoglio ci sono emissioni interessanti tra i titoli high yield, ma è bene scegliere obbligazioni di Paesi con fondamentali solidi
di Isabella Della Valle
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I punti chiave
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I tassi di crescita degli emergenti dovrebbero migliorare e favorire le opportunità di investimento in una logica di diversificazione, puntando con più attenzione ai titoli high yield emessi dai Paesi più solidi come Egitto e Nigeria. Ecco in sintesi alcuni punti evidenziati da Nick Eisinger, co-head del team Emerging Markets Active Fixed Income di Vanguard, tra le più grandi società di gestione al mondo con un patrimonio di oltre 7.200 miliardi di dollari Usa.
Con quale scenario si apre il mercato dei bond per il 2023?
La Fed è vicina alla fine del ciclo di inasprimento, fattore positivo per il reddito fisso in generale; mentre l’economia Usa si sta indebolendo e rischia la recessione nel corso dell’anno. Questo ci spinge a essere cauti su alcune aree del mercato high yield emergente, sensibile alla crescita Usa. La debolezza americana sarà però in parte compensata dalla riapertura e dall’atteso rimbalzo della Cina, poiché una Cina più forte è positiva per i mercati emergenti, soprattutto dal punto di vista dei prezzi delle materie prime.
La recente performance dei mercati emergenti è sostenibile?
È stata buona nelle ultime settimane, dunque una parte di questo contesto più positivo è già stata prezzata e una parte degli high yield emergenti sta già scontando il rischio di recessione, per cui vediamo ancora valore in un’esposizione selettiva a questo segmento del mercato. Nonostante i fattori tecnici favorevoli, non abbiano però ancora registrato un ritorno dei flussi in entrata nell’asset class dopo un 2022 molto debole. Guardando al 2023, se i flussi dovessero ripartire e se gli Usa dovessero registrare un atterraggio morbido, l’obbligazionario emergente potrebbe registrare una performance molto solida.
Come vede i tassi core e gli asset di rischio emergenti?
Quest’anno i tassi core forniranno un ulteriore ancoraggio ai portafogli emergenti, quindi la correlazione con gli asset rischiosi tornerà a essere negativa dopo un periodo prolungato di correlazione positiva. Ciò favorirà i portafogli sul credito emergente, nonché il ritorno di interesse per le obbligazioni denominate in valuta locale, che dovrebbero essere sostenute dalla fine del ciclo della Fed e da tassi di interesse elevati in molti paesi emergenti.
Quali sono le incognite per il debito emergente?
La prima è rappresentata dalla durata e dalla gravità di un’eventuale recessione Usa, che influenzerà l’andamento delle obbligazioni high yield emergenti. Inoltre, se è vero che i tassi di interesse potrebbero essere vicini al picco, i bilanci delle banche centrali continueranno a contrarsi, riducendo la liquidità globale, con un impatto maggiore sugli asset emergenti più rischiosi rispetto alle emissioni investment grade più difensive. I mercati emergenti si trovano, infine, ad affrontare la concorrenza di altre asset class nel reddito fisso, dato che i rendimenti sono aumentati ovunque, compresi i tassi core privi di rischio.

