La parola al gestore

A caccia di opportunità tra i bond dei mercati emergenti

Per diversificare il portafoglio ci sono emissioni interessanti tra i titoli high yield, ma è bene scegliere obbligazioni di Paesi con fondamentali solidi

di Isabella Della Valle

(AdobeStock)

3' min read

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I tassi di crescita degli emergenti dovrebbero migliorare e favorire le opportunità di investimento in una logica di diversificazione, puntando con più attenzione ai titoli high yield emessi dai Paesi più solidi come Egitto e Nigeria. Ecco in sintesi alcuni punti evidenziati da Nick Eisinger, co-head del team Emerging Markets Active Fixed Income di Vanguard, tra le più grandi società di gestione al mondo con un patrimonio di oltre 7.200 miliardi di dollari Usa.

Con quale scenario si apre il mercato dei bond per il 2023?

La Fed è vicina alla fine del ciclo di inasprimento, fattore positivo per il reddito fisso in generale; mentre l’economia Usa si sta indebolendo e rischia la recessione nel corso dell’anno. Questo ci spinge a essere cauti su alcune aree del mercato high yield emergente, sensibile alla crescita Usa. La debolezza americana sarà però in parte compensata dalla riapertura e dall’atteso rimbalzo della Cina, poiché una Cina più forte è positiva per i mercati emergenti, soprattutto dal punto di vista dei prezzi delle materie prime.

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IL CALO DELLE EMISSIONI COMPENSA I DEFLUSSI

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La recente performance dei mercati emergenti è sostenibile?

È stata buona nelle ultime settimane, dunque una parte di questo contesto più positivo è già stata prezzata e una parte degli high yield emergenti sta già scontando il rischio di recessione, per cui vediamo ancora valore in un’esposizione selettiva a questo segmento del mercato. Nonostante i fattori tecnici favorevoli, non abbiano però ancora registrato un ritorno dei flussi in entrata nell’asset class dopo un 2022 molto debole. Guardando al 2023, se i flussi dovessero ripartire e se gli Usa dovessero registrare un atterraggio morbido, l’obbligazionario emergente potrebbe registrare una performance molto solida.

Come vede i tassi core e gli asset di rischio emergenti?

Quest’anno i tassi core forniranno un ulteriore ancoraggio ai portafogli emergenti, quindi la correlazione con gli asset rischiosi tornerà a essere negativa dopo un periodo prolungato di correlazione positiva. Ciò favorirà i portafogli sul credito emergente, nonché il ritorno di interesse per le obbligazioni denominate in valuta locale, che dovrebbero essere sostenute dalla fine del ciclo della Fed e da tassi di interesse elevati in molti paesi emergenti.

Quali sono le incognite per il debito emergente?

La prima è rappresentata dalla durata e dalla gravità di un’eventuale recessione Usa, che influenzerà l’andamento delle obbligazioni high yield emergenti. Inoltre, se è vero che i tassi di interesse potrebbero essere vicini al picco, i bilanci delle banche centrali continueranno a contrarsi, riducendo la liquidità globale, con un impatto maggiore sugli asset emergenti più rischiosi rispetto alle emissioni investment grade più difensive. I mercati emergenti si trovano, infine, ad affrontare la concorrenza di altre asset class nel reddito fisso, dato che i rendimenti sono aumentati ovunque, compresi i tassi core privi di rischio.

L’ANDAMENTO

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Dove sono le opportunità?

Riteniamo che i tassi di crescita dei paesi emergenti dovrebbero migliorare rispetto a quelli del G7. I fondamentali sono stabili, anche se prevediamo una certa differenziazione del credito con il rallentamento dell’economia globale. Questo, per un gestore attivo, può creare opportunità in termini di valore relativo. Quest’anno vediamo inoltre possibili opportunità su posizioni rialziste rispetto a posizioni ribassiste sui tassi come nel 2022.

Cosa prevede in termini di domanda e offerta di bond emergenti nel 2023?

Come nel 2022, l’offerta netta di emissioni nei mercati emergenti sarà bassa rispetto agli standard storici. Il quadro dell’offerta presenta tuttavia una certa stagionalità: a gennaio si sono registrate quantità record di nuove emissioni, per cui il quadro tecnico, pur essendo incoraggiante per l’anno in corso, va valutato su base stagionale.

Quali indicatori deve guardare un gestore attivo per trovare le migliori opportunità nel debito di questi paesi?

Esiste una notevole dispersione tra le varie asset class (tassi, valute, credito), curve di credito (obbligazioni a 5, 10 o 30 anni), operazioni su base cds (cash contro cds) e qualità (emittenti con rating A fino a rating CCC). In tal modo, l’investitore attivo può gestire il valore relativo del portafoglio e trarre vantaggio dal mispricing tra asset class o dalla diversa qualità del credito, o ancora dalla struttura della curva dei rendimenti. Vuol dire che non si è obbligati a fare grandi scommesse direzionali per generare un alfa significativo, il che è un bene dato che le grandi scommesse non pagano.

LE EMISSIONI

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Le emissioni più interessanti?

Alla luce dei timori sulla recessione negli Usa, ci stiamo orientando verso le obbligazioni investment grade, poiché alcuni di questi mercati sono diventati un po’ più convenienti nella scia dei volumi di nuove emissioni di gennaio. Troviamo opportunità selettive nei titoli high yield in alcuni paesi con buoni fondamentali e buone valutazioni (Nigeria, Egitto), mentre rimaniamo sottopesati su molti dei paesi high yield in default o che potrebbero esserlo a breve. Stiamo aggiungendo posizioni più costruttive o rialziste sui tassi dei paesi emergenti in valuta locale, data la nostra visione sulla duration globale e sul picco dell’inflazione, e stiamo aggiungendo opportunisticamente alcune posizioni valutarie nei paesi emergenti.

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