A caccia di una Fiat Multipla in buone condizioni, perché sfidiamo chiunque a dire che non diventerà «storica»
di Vittorio Falzoni Gallerani
4' min read
4' min read
Assicuriamo subito che non è uno scherzo poiché siamo sicuri che le poche Multipla che sopravviveranno ad anni di uso e abuso da parte di famiglie numerose, che la hanno eletta a proprio mezzo di trasporto lasciandola invecchiare malamente e funestando con il loro ormai inerziale incedere tutte le corsie centrali delle autostrade d’Italia, diventeranno auto da collezione. Anzi, secondo noi lo sono già in embrione e, se non si vuole rimanere a bocca asciutta come è accaduto con la omonima Fiat 600, da anni scambiata a prezzi da vera affezione, è meglio, avendo spazio in autorimessa e trovandone una recuperabile senza eccessiva spesa, metterla da parte.
GUARDA IL VIDEO. La mitica Lancia Epsilon guidata da Bordino
Questo per un paio di motivi ulteriori, oltre a quello del riferimento alla 600, che elencheremo più avanti e con un altro paio di raccomandazioni: primo, evitare le diesel, e aggiungiamo purtroppo perché hanno un motorino fantastico con tanto di common rail, ma è ormai chiaro che questa motorizzazione, se obsoleta, difficilmente potrà circolare ancora a lungo; e poi limitare la scelta alla prima versione prodotta dal 1998 al 2003.
GUARDA IL VIDEO. Sequestrata collezione auto d’epoca a evasore
Questo perché l’intuizione geniale di Roberto Giolito che portò ad uno stile che è uno dei più importanti valori aggiunti della Multipla e rappresenta uno dei motivi d’acquisto citati all'inizio, deve essere presente nella sua integrità e non massacrata dall’incredibile restyling del 2004: uno dei maggiormente peggiorativi che la storia dell’automobile ricordi; d’altronde è vero che inizialmente la clientela fece un po’ fatica ad accettare le linee della Multipla, soprattutto del frontale con quella strana fanaleria sdoppiata e la buffa «espressione» dell’auto.


