Energia

A Cerignola al via entro giugno nuovo impianto per l’idrogeno

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di Vincenzo Rutigliano

L’area. Il sito dove nascerà il nuovo impianto per l’idrogeno verde della Cerichem Biopharm a Cerignola

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Al via, entro il prossimo giugno, la realizzazione dell’impianto per la produzione di idrogeno rinnovabile localizzato nell’area industriale dismessa dell’interporto di Cerignola, in Capitanata. Al pari di altri 4 interventi, quello di Cerignola viene finanziato dalle risorse del bando regionale Hydrogen Valley destinatario dei 40 milioni di euro previsti dal Pnrr per la Missione 2 “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”-Investimento 3.1 “Produzione in aree industriali dismesse”. L’intervento in progress è della Cerichem Biopharm, la family company del gruppo Caiaffa che, dal 2014, produce e commercializza, a Cerignola, dispositivi medici e detergenti, core business cui ha aggiunto, a luglio 2022, lo sviluppo ulteriore nel settore energetico.

Risale a quella data infatti l’acquisto, dalla Ofanto Sviluppo, società consortile costituita dai comuni di Cerignola e San Ferdinando di Puglia, dell’area su cui era stato realizzato, anni prima, l’interporto di Cerignola, una piattaforma logistica intermodale di carico e scarico di prodotti ortofrutticoli mai entrata in esercizio. Quell’area industriale dismessa è stata poi candidata, nella primavera del 2023, alla realizzazione di impianti fotovoltaici da asservire all’elettrolizzatore necessario alla produzione di idrogeno verde. Quella di Cerichem è una delle 5 candidature - a valere sulle 26 complessivamente pervenute in risposta al bando Hydrogen Valley scaduto il 28 febbraio 2023 - che la Regione Puglia ha finanziato con i fondi del Pnrr resi disponibili a tutte le regioni dal ministero della Transizione Ecologica. Tra le candidature pervenute ne sono state ammesse 17 per un contributo richiesto pari a 149,8 milioni. Con i 40 milioni disponibili la regione ha però potuto finanziare, in toto, i primi 4 interventi in graduatoria, e l’ultimo in parte. In dettaglio l’impianto di Cerichem - che produrrà a regime 200 tonnellate annue di idrogeno verde ha ottenuto fondi per 9,860 milioni. Dieci sono stati concessi alla Solarind Green srl di Lecce per realizzare impianti a Taranto e San Pietro Vernotico; 9,8 ad Enel Produzione spa per un impianto nella centrale termoelettrica Federico II di Brindisi; 10 a Ce.Ri.Sma. srl per un impianto a Campi Salentina (Lecce), e 340 mila a Panita srl, rispetto ai 10 milioni richiesti, per un impianto a Statte, nel tarantino. Per Panita potrebbero aprirsi degli spiragli. Già a marzo scorso infatti la regione prometteva di ricorrere ad altre risorse, per esempio, del Fsc (Fondo sviluppo e coesione) o del Por Energia ma tutto è paralizzato dall’assenza dell’accordo di Coesione con il Governo. Ma è più probabile, quasi certo, che le risorse aggiuntive per finanziare anche Panita arriveranno dal ministero da Transizione ecologica insieme alle regioni una volta definiti i criteri per redistribuire le economie residue del plafond nazionale o da ulteriori fondi del RepowerEU. Le procedure autorizzative previste per i 5 interventi sono state avviate - assicurano in regione - e le opere di Cerichem dovrebbero iniziare entro l’estate per terminare molto prima della scadenza finale del giugno 2026, che vale per tutti gli interventi finanziati dal Pnrr. «L’impianto previsto a Cerignola -dice Pio Cianci, direttore finanziario di Cerichem Biopharm - impegnerà una superficie di quasi 8 ettari a valere sui 30 complessivi dell’ex interporto che il gruppo Caiaffa ha rilevato, per 2,2 milioni, dalla Ofanto Sviluppo». Per il gruppo Caiaffa - 50 dipendenti ed un fatturato che nel 2023 ha raggiunto i 10 milioni - il business dell’energia riguarda anche un’altra sua società, la Ecofan srl, che gestisce rifiuti speciali pericolosi e non, in regime di autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla regione.

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