«A fine piano flessibilità per valutare investimenti o remunerazione dei soci, bene interesse del mercato per Inwit»
L'intervista al direttore generale Diego Galli, a valle della presentazione della nuova strategia al 2026. Punto anche sul Pnrr: «Accelerare le autorizzazioni»
di Simona Rossitto
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Inwit ha flessibilità di bilancio che, a fine del nuovo piano, «ci permette di valutare maggiori opportunità di investimento o remunerazione degli azionisti». Diego Galli, direttore generale della prima towerCo italiana, parla a ridosso della presentazione della strategia industriale al 2026 e traccia un quadro ipotizzabile a valle dell'esecuzione del piano anche in tema di consolidamento. «Riteniamo positivo – spiega a DigitEconomy.24, report del Sole 24 Ore Radiocor e di Digit'Ed, nuovo gruppo attivo nella formazione e nell'e-learning -che gli investitori vedano valore in Inwit» ma il gruppo resta focalizzato «nel supportare le esigenze del mercato di maggiore copertura e densificazione; si stima infatti che nei prossimi anni in Italia ci sarà bisogno di oltre 8 mila nuove torri e oltre 50 mila nuove micro-antenne».
Quanto alla possibilità di usare maggiormente le micro antenne per restare dentro gli attuali limiti elettromagnetici, il numero uno di Inwit chiarisce che non è un tema che «può essere risolto con le small cells, le quali integrano ma non sostituiscono il segnale radiomobile delle torri di trasmissione». La soluzione passa, al contrario, attraverso «l'adeguamento dei limiti di emissione elettromagnetica, posizionandoci in modo equilibrato rispetto ai limiti previsti dalla raccomandazione europea, favorendo maggiore competitività ed efficienza dell'industria». Focalizzandoci sul Pnrr, che rappresenta «un'opportunità di crescita e sviluppo delle infrastrutture» occorre «accelerare negli iter autorizzativi per rispettare i target fissati». Esemplifica Galli: «Solo il 20% del tempo viene impiegato per la realizzazione di una nuova torre, mentre l'80% del tempo è legato all'ottenimento dei permessi».
Nella strategia industriale che avete da poco presentato è prevista una forte accelerazione negli investimenti, che cosa vi aspettate alla fine del piano?
Il piano industriale 2023 prevede un importante programma di investimenti, pari a circa 900 milioni di euro fino al 2026, in aumento di circa 200 milioni rispetto a quanto previsto in precedenza. Saranno indirizzati in prevalenza alla realizzazione di nuovi siti (macro-grid), all'ammodernamento delle infrastrutture esistenti e al forte sviluppo delle micro-coperture indoor con sistemi Das (Distributed Antenna System). Guardiamo con altrettanta attenzione allo sviluppo dell'IoT sulle nostre torri. Oltre al piano capex di 900 milioni abbiamo flessibilità di bilancio che ci permette di valutare maggiori opportunità di investimento o remunerazione degli azionisti. Siamo il principale tower operator italiano con oltre 23 mila torri e 7 mila remote unit Das, con un piano di investimenti che punta a rafforzare la capillarità delle nostre infrastrutture.


