A Parigi corre Sanofi, vittoria nell’arbitrato contro Boehringer su Zantac
Il tribunale arbitrale della Camera di Commercio Internazionale ha «respinto la richiesta di indennizzo avanzata da BI contro Sanofi
di Giuliana Licini
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Sanofi-Aventis brilla alla Borsa di Parigi, con il maggior rialzo dell’indice CAC 40 e anche dello Stoxx Europe 600, grazie alla vittoria in sede legale ottenuta nei confronti del laboratorio farmaceutico tedesco Boehringer Ingelheim (BI) sul dossier Zantac. Il gruppo francese ha comunicato che il tribunale arbitrale della Camera di Commercio Internazionale ha «respinto la richiesta di indennizzo avanzata da BI contro Sanofi e confermato che Sanofi non sarà responsabile dei danni che potrebbero eventuale derivare dal contenzioso relativo allo Zantac in corso negli Stati Uniti». Sanofi precisa che la decisione è «finale e non può essere oggetto di appello». L'arbitrato deriva dagli obblighi contrattuali di indennizzo concordati tra Sanofi e BI nel quadro dello scambio avvenuto nel gennaio 2017 tra le attività di salute animale di Sanofi con quelle di 'consumer health' di BI, nel cui ambito il gruppo francese aveva ereditato anche i diritti sullo Zantac.
Lo Zantac, farmaco contro l’acidità gastrica approvato nel 1983 e diventato nel 1988 il farmaco più venduto al mondo e uno dei primi a superare la soglia di 1 miliardi di dollari di vendite annuali, è stato commercializzato inizialmente da Gsk come farmaco su ricetta e poi dal 1998 venduto da Pfizer, Boehringer e infine Sanofi. Nel 2019 vari fabbricanti ne hanno cessato la produzione di riflesso ai timori che il suo principio attivo, la ranitidina, potesse nel tempo degradarsi e dare luogo alla formazione di una sostanza chimica, la Ndma (N-nitrosodimetilammina), ritenuta probabile agente cancerogeno. Nel 2020 lo Zantac e le sue versioni generiche sono state ritirate dal mercato Usa per decisione della Food and Drug Administration, l'autorità statunitense di regolamentazione dei farmaci. Decine di migliaia di richieste di risarcimento da parte di consumatori sono state depositate in seguito presso tribunali federali statunitensi contro Gsk, Pfizer, Sanofi e Boehringer, sulla base di un legame tra lo Zantac e il tumore, ma nello scorso dicembre i ricorsi sono stati respinti da un tribunale della Florida.
Nel suo comunicato Sanofi sottolinea che «non c’è alcuna prova scientifica affidabile che permette di stabilire l’esistenza di un legame tra lo Zantac e i presunti danni citati nei contenziosi» negli Usa. La Fda e l’Agenzia europea del farmaco «hanno valutato i dati disponibili, senza trovare prova che la ranitidina sia cancerogena». La decisione del tribunale della Florida “corrobora gli elementi di difesa scientifica di Sanofi che hanno dimostrato l’assenza di un legame di causalità tra il consumo dello Zantac e la comparsa di tumori. Inoltre, in seguito alla sentenza Usa, «decine di migliaia di ricorrenti hanno deciso di abbandonare il contenzioso» e questo ha «ridotto in modo considerevole la portata eventuale del contenzioso». In ogni caso, il gruppo francese «si attiene alla sicurezza dello Zantac» e resta «pienamente fiducioso nelle sue difese nei confronti del contenzioso». Gli analisti di Jp Morgan hanno ribadito il loro consiglio di acquisto sul titolo Sanofi, mantenendo a 105 euro l'obiettivo di prezzo.

