A Porto Levante la piattaforma che distribuisce metano all’Italia
Compie dieci anni il rigassificatore dell'Adriatic Lng promosso dall'Edison che soddisfa il 10% circa dei consumi nazionali di gas
di Jacopo Giliberto
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Vi porto in un viaggio immaginario (per il lettore) e reale (per chi scrive) dentro un luogo chiuso e inaccessibile, dentro alla scatola che di notte accende di luci lontane al neon l’orizzonte dalle spiagge di Albarella, Chioggia e Goro. Un viaggio dentro il rigassificatore veneto di Porto Levante.
Sono passati undici anni da quella crociera, una delle crociere più pazze e singolari che abbiano attraversato il Mediterraneo. Era il 2008 e i rimorchiatori oceanici partiti dal bacino di carenaggio di Algeciras avevano portato il colossale scatolone galleggiante - acciaio coreano e di calcestruzzo spagnolo - sotto la Rocca di Gibilterra, attraverso le Colonne d’Ercole, nel Canale di Sicilia, lo Stretto d’Otranto e su su in un Adriatico liscio come un olio fino a raggiungere il punto nave a 15,1 chilometri dalle spiagge selvagge del Delta del Po. Tenuto fermo nel punto giusto, aperte le valvole, la zavorra si è allagata d’acqua e il cassone colossale è sceso fino a posarsi sul fondo del mare. Nell’autunno 2009 approdò la prima nave gasiera.
Ora compie dieci anni di attività il terminale di rigassificazione dell’Adriatic Lng (Exxon Mobil al 71% con Qatar Petroleum al 22% e con l’azionista Snam) promosso più di 20 anni fa dall’Edison, che ne è il principale cliente. Attraverso quello scatolone d’acciaio e calcestruzzo che pare immenso entra in Italia circa un decimo dei consumi nazionali di metano.
Quando la bora mette al mare la pelle d’oca si vedono il profilo delle montagne dell’Istria e di notte le luci di Pola. Quanto scende la nebbia fitta e compatta che pare di poterla stringere fra le dita scompare dalla linea dell’orizzonte la costa del Polesine e l’asta della centrale spenta di Porto Tolle, quella ciminiera alta 260 metri che ancora oggi è l’edificio più alto d’Italia, non ancora raggiunto nemmeno dai grattacieli da vertigine che in questi anni hanno cambiato il profilo di Milano.
Abitato da un equipaggio di 55 tecnici che si alternano sulla piattaforma, il rigassificatore Adriatic Lng è un dado colossale, 180 metri di lunghezza e 80 di larghezza, alto 47 metri di cui 30 sott’acqua di opera viva e 15 metri di opera morta fuori acqua.




