Economia dello spazio

A Thales Alenia Space il contratto da 862 milioni per il Lander destinato alla Luna

La firma del contratto con ESA a Parigi- Il ceo Di Paolo: «Thales Alenia Space Italia è Prime Contractor e ha la responsabilità della missione»

di Filomena Greco

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Thales Alenia Space si aggiudica il contratto da 862 milioni dell’Agenzia spaziale europea per lo sviluppo del Lander che servirà a mandare sulla Luna carichi di diversa natura e che garantirà all’Europa un accesso autonomo alla superficie lunare. «Thales Alenia Space Italia è il Prime Contractor per lo sviluppo del Lander Lunare dell’ESA e ha la responsabilità globale della missione» spiega l’ad Giampiero Di Paolo.

Se l’Italia ha il ruolo di guida, spiega Di Paolo, anche i team di Thales Alenia Space in Francia e nel Regno Unito hanno la responsabilità sui sistemi di gestione dei dati e sulla propulsione. «Questo quadro dà l’idea che il Lander lunare Argonaut significa molto per la nostra azienda. È un traguardo che rafforza più che mai le posizioni di leadership di Thales Alenia Space nei settori dei sistemi di trasporto spaziale, delle infrastrutture orbitali e dell’esplorazione spaziale».

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La joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%) dunque avrà il compito di sviluppare il Lunar Descent Element (LDE), ieri la firma del contratto a Parigi. Si tratta di una assegnazione che rappresenta una tappa importante nella missione di ritorno dell’uomo sulla Luna, portata avanti dalla NASA e dall’ESA. Il lander lunare, parte della navicella Argonaut, sarà progettato per garantire, in maniera versatile, il trasporto e la consegna di attrezzature, rover, missioni scientifiche, con il primo lancio in orbita programmato nel 2030.

Il viaggio di ritorno dell’uomo sulla Luna procede, dunque, e la prossima missione in orbita lunare, con a bordo per la prima volta gli astronauti - Artemis II - è prevista nel 2026, con il lancio della navicella Orion. La tappa successiva, Artemis III, in calendario nel 2027, sarà quella che vedrà il ritorno dell’uomo sulla Luna dopo l’ultimo allunaggio che risale al 1972. Il sistema di lancio della navicella fa capo prevalentemente all’industria americana mentre il Modulo di Servizio Europeo (ESM), che permette l’operatività di Orion e ha come prime contractor Airbus Defence and Space, vede il contributo fondamentale di Thales Alenia Space.

Il nuovo contratto con ESA consolida esperienza e competenze in capo a Thales Alenia Space, e in particolare al polo di Torino della società, nello sviluppo di moduli abitativi e cargo in orbita. «Per l’ambizioso programma Artemis della NASA, progettato per inviare astronauti sulla Luna nel prossimo futuro, sarà necessario un intero ecosistema, comprendente un Moon Village, un’economia lunare e una stazione spaziale cis-lunare con equipaggio in orbita ellittica attorno alla Luna. Saranno inoltre necessari sistemi di comunicazione e navigazione» spiega l’ad di Thales Alenia Space Italia.

In questa sfida, tecnologica e scientifica insieme, « Thales Alenia Space - aggiunge Di Paolo - realizza grazie all’Agenzia spaziale italiana il Multi-Purpose Habitat (MPH), la prima base lunare permanente del suo genere. Invece per la stazione Gateway stiamo fornendo i moduli pressurizzati Lunar View, Lunar Link e Lunar I-HAB all’Agenzia spaziale europea e il modulo HALO alla Northrop Grumman». La prima missione di Argonaut sarà dedicata alla fornitura di carichi utili dedicati alla navigazione e alle telecomunicazioni in orbita. Il modulo di atterraggio, in particolare, rappresenta il valore aggiunto del progetto ed è un elemento indipendente a supporto delle attività internazionali di esplorazione lunare. La missione industriale sarà per Thales Alenia Space quella di sviluppare un sistema versatile in grado di supportare molteplici missioni.

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