A Tokyo la collezione privata di gioielli storici più importante al mondo
Oreficeria archeologica, capolavori di glittica, tiare e cammei. Kazumi Arikawa svela la sua raccolta di 500 pezzi dall’antichità fino a metà del Novecento.
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Kazumi Arikawa ha trascorso gli ultimi quarant’anni a comporre quella che è considerata la collezione privata di gioielli storici più importante al mondo. Residente a Tokyo, il commerciante di gioielli antichi e fondatore dell’Albion Art Jewellery Institute ha iniziato a occuparsi di questi tesori dopo un momento emozionante vissuto al Victoria and Albert Museum di Londra proprio quarant’anni fa, quando per la prima volta i gioielli gli si presentarono come opere d’arte. Oggi la sua raccolta ha raggiunto 500 pezzi che provengono da ogni cultura e civiltà, dall’antichità fino alla metà del Novecento. Anche se alcuni sono stati esibiti in occasione di mostre in vari musei, la collezione è stata rivelata al pubblico per la prima volta solo di recente, grazie a un libro, Divine Jewels: The Pursuit of Beauty, un progetto in lavorazione da cinque anni che documenta 250 esemplari della collezione principale di Albion Art, con capolavori che sono passati dalle mani di Arikawa a proprietari privati, tra cui alcune tiare spettacolari, ora nella raccolta dei Qatar Museums. Arikawa è un grande appassionato di tiare, ma anche di gemme incise e cammei, che considera sculture in miniatura. «Il pezzo più prezioso nella collezione dei Medici del XV secolo non era un dipinto né una scultura, bensì un cammeo», racconta.
Arikawa, 72 anni, ha iniziato lavorando con la sorella e la madre nell’industria della gioielleria commerciale in Giappone. Buddista praticante, ha sempre ammirato il modo in cui le divinità vengono adornate con monili e come i cristalli minerali rappresentino la geometria sacra e l’ordine del mondo naturale: idee che hanno alimentato la sua personale filosofia su gioielli e gemme.
Dopo l’epifania al V&A Museum nel 1982, ha cominciato a cercare commercianti di gioielli antichi a Tokyo: gli affidavano pezzi in conto deposito e lui riusciva a venderli nel giro di poche settimane. Questo successo lo ha convinto a ritornare a Londra – il centro principale per questo business all’epoca –, dove ha conosciuto la storica del gioiello Diana Scarisbrick, che lo ha introdotto ai principali commercianti della città e ha collaborato con lui alla stesura del libro. Da allora, spinto dalla sua missione di voler mostrare l’arte della gioielleria, ha continuato ad acquistare e vendere, fondando poi Albion Art. Anche se è instancabile nella sua ricerca, crede in realtà che siano i gioielli a trovare la loro strada verso di lui.
Lo spiega facendo un lungo elenco, che comprende un paio dei più preziosi orecchini d’oro esistenti di epoca ellenistica, ciondoli con figure rinascimentali, gli smeraldi di Caterina II di Russia, orecchini chandelier in diamanti dell’incoronazione della regina Vittoria, capolavori di oreficeria archeologica di Castellani di Roma. E ancora, gioielli Art Nouveau di René Lalique, diamanti della Belle Époque di Cartier, un bracciale di ispirazione egiziana degli anni Venti di Lacloche Frères e una spilla a forma di ballerina di Van Cleef & Arpels degli anni Cinquanta. Tutti, dice, espressioni di «bellezza concentrata».
Ripensando al passato, Arikawa ricorda che quando si è affacciato a questo mondo non c’era un vero mercato, per questo ha voluto creare una cultura del gioiello in Giappone. Ha comprato esclusivamente seguendo l’istinto: «È molto facile innamorarsi, non serve la conoscenza. Un pezzo può farmi battere il cuore, oppure no», dice. Condivide queste idee con i visitatori che riceve nella sua galleria a Tokyo. Li accoglie con una cerimonia del tè tradizionale giapponese, prima di mostrare la sua selezione di tesori e le loro storie, spiegando in che modo i gioielli lo emozionino e come per lui le gemme rappresentino «la cristallizzazione dello spirito umano». È un momento che gli permette di chiudere il cerchio di quella che considera la missione della sua vita: condividere l’incessante ricerca della bellezza.




