Rigenerazione urbana

A Torino l’ex Manifattura Tabacchi si trasforma in polo culturale

Lo ha annunciato l’Agenzia del Demanio. Nelle prossime settimane il team vincitore (Eutropia Architettura e Pinifarina Architecture con Weber Architects, a cui si aggiunge un gruppo interdisciplinare, tra cui Paisà Landscape) elaborerà il progetto di fattibilità tecnica-economica entro 90 giorni dall’affidamento. Il primo livello di progettazione del Lotto 1 del polo archivistico sarà ultimato entro il I trimestre del 2025

Il rendering del progetto

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Dal Lingotto alle ex Officine Grandi Riparazioni, la cultura del riuso e della valorizzazione è di casa a Torino che oggi ha svelato il progetto che darà un nuovo volto all’ex Manifattura Tabacchi. Due le anime per la rigenerazione: un nuovo polo archivistico e culturale e spazi e servizi per il polo universitario. Architettura contemporanea firmata dal team Eutropia Architettura e Pinifarina Architecture con Weber Architects, a cui si aggiunge un gruppo interdisciplinare, tra cui Paisà Landscape, scelto nell’ambito di un concorso promosso dall’Agenzia del Demanio. Il concept fonde la memoria storica del luogo con soluzioni architettoniche contemporanee, per accogliere in questi spazi un nuovo polo culturale, la comunità e, soprattutto, le giovani generazioni di Torino.

Nel quartiere industriale Regio Parco, situato nella zona nord-est della città, troverà sede anche il nuovo polo archivistico e culturale di Torino, con aule di consultazione, un centro studi, e la rigenerazione delle strutture industriali preesistenti, che accoglieranno un centro universitario completo di residenze, servizi per studenti e aule per l’alta formazione. Lo spazio tra i due nuovi fabbricati, destinati ad archivio dei ministeri della Giustizia e della Cultura, è pensato come luogo di integrazione, con una galleria coperta per attività sociali e culturali. In generale si punta a rivitalizzare il contesto urbano per generare opportunità di apprendimento, aggregazione, lavoro e impresa sociale a favore della comunità locale.

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«Il progetto vincitore – si legge in una nota dell’Agenzia del Demanio - stabilisce un legame tra la nuova architettura e l’identità industriale originaria, mantiene un richiamo all’estetica del passato offrendo al contempo spazi moderni e funzionali». Determinante per la scelta da parte della commissione esaminatrice, che ha valutato cinque progetti finalisti, è stata la connessione paesaggistica tra il sistema urbano e le aree naturali circostanti, con l’introduzione di una nuova rete di percorsi immersi nel verde e un forte legame con l’area fluviale.

I due nuovi complessi degli Archivi preservano il forte richiamo al carattere industriale del luogo. «La struttura – spiegano i progettisti - funge da elemento sia formale che architettonico: oltre a svolgere una funzione portante, ispira l’intera progettazione, evocando chiaramente gli edifici preesistenti della Manifattura e le opere adiacenti di Pier Luigi Nervi». Le nervature dell’edificio, sviluppate lungo tutta la sua lunghezza, sono declinate in due varianti e ripetute con altezze diverse, a definire il ritmo compositivo interno ed esterno.

«Le tradizionali coperture a doppia falda – aggiungono - sono reinterpretate con aperture che richiamano gli shed industriali, creando un dialogo con gli edifici circostanti. All’interno, la struttura assume un design più ricercato, con raccordi smussati e arrotondati, delineando uno stile avvolgente e inclusivo».

Qualità e concorsi

«Architettura che sposa gli obiettivi Esg dell’Agenzia, orientati, tra l’altro, alla promozione della qualità della progettazione e al miglioramento della sostenibilità urbana» ha dichiarato il direttore della struttura per la progettazione dell’Agenzia del Demanio, Massimiliano Marzo. Quello di Torino si conferma un esempio virtuoso in termini di razionalizzazione, riqualificazione e riuso dei beni dello Stato che l’Agenzia del Demanio ha programmato per recuperare ampi compendi, anche attraverso lo strumento del cosiddetto “Piano Città” dell’immobile pubblico che, grazie alla collaborazione con gli enti territoriali, risponde ai fabbisogni delle amministrazioni e alle esigenze espresse dalla collettività. Iniziative che, come nel caso dei nuovi Parchi della Giustizia in fase di progettazione da Bari a Bologna, passando per Trani e Perugia, nascono attraverso concorsi (in questo caso pubblicato sulla piattaforma Concorrimi dell’Ordine degli Architetti della provincia di Milano). Soluzioni premiate sulla base della qualità del concept e della corrispondenza alle aspettative del Demanio.

Torino si conferma una città aperta al confronto. Quello dell’ex Manifattura è solo uno degli ultimi concorsi banditi, che fa seguito a quello per il rinnovamento del Museo Egizio (affidato ad una cordata guidata dagli olandesi di Oma) e a quello per la riorganizzazione del compendio della Cavallerizza Reale di Torino (vinto da un team guidato da Cino Zucchi) entrambi promossi da Fondazione Compagnia di San Paolo. Prima ancora è stato il tempo delle scuole nell’ambito del progetto “Torino fa scuola” che Compagnia ha condiviso con Fondazione Agnelli.

I numeri e le tempistiche

L’intervento di rigenerazione urbana è improntato su criteri di sostenibilità con 4,5 ettari di territorio restituiti alla città, 6.200 mq di superficie pubblica recuperata dopo le demolizioni e ricostruzioni (il 60% in più di aree pubbliche e spazi aperti), la piantumazione di 200 nuovi alberi, 2mila mq convertiti in spazi per la cultura, 41mila mq di edifici rigenerati, 280 km di archivi, il 50% in meno di consumo idrico indoor grazie al recupero delle acque piovane e il 90% in meno di consumi energetici per gli edifici esistenti.

Nelle prossime settimane il team vincitore del concorso completerà lo sviluppo della proposta progettuale ed elaborerà il progetto di fattibilità tecnica-economica (PFTE) entro 90 giorni dall’affidamento. Il primo livello di progettazione del Lotto 1 del polo archivistico sarà ultimato entro il primo trimestre del 2025. Nel frattempo, l’Agenzia ha stanziato 15 milioni di euro per le bonifiche e le demolizioni dei fabbricati, come previsto dal masterplan, che verranno avviate nel primo semestre 2025.

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