QUI DESIGN! OSSERVATORIO MIRA

A torino un progetto rigenera gli spazi verdi

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L a complessità delle sfide innescate dalla sindemia di Covid-19 ha messo in luce l’importanza di sviluppare soluzioni efficaci attraverso una progettazione mirata ai risultati. In questo contesto, il design emerge come uno strumento fondamentale per creare ambienti di discussione e confronto che favoriscano la condivisione di idee tra attori sociali diversi, orientandoli nella definizione di direzioni e scelte da intraprendere. È il caso di «MiniMega Spazio», uno dei progetti vincitori dell’iniziativa «Wonder. Sperimentazioni nel design per l’innovazione sociale», di Fondazione Compagnia di San Paolo, che premia iniziative promosse dagli enti del terzo settore del territorio torinese, ideate con il supporto di designer di provenienza nazionale. Il progetto «MiniMega Spazio» è stato sviluppato dalla cooperativa Il Margine, che ha coinvolto lo studio di design Print Club Torino nella definizione di un intervento di rigenerazione degli spazi esterni della sede di Mo’ - Margine Officine - nel quartiere Pozzo Strada a Torino. Il progetto ha coinvolto gli utenti e gli abitanti del quartiere nell’ampliamento e nella cura del verde pubblico dell’area, attraverso la creazione di uno spazio che ospitasse le attività dell’ente e fornisse una “Mini” soluzione al “Mega” problema del consumo del suolo pubblico che vede Torino seconda soltanto a Roma a livello nazionale .

EMERGENZA VERDE

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Il modus operandi selezionato è ben sintetizzato dalle parole di Fabio Guida di Print Club Torino: «Abbiamo progettato insieme agli utenti della cooperativa degli arredi urbani polifunzionali con l’obiettivo di creare un nuovo spazio di incontro e scambio con il quartiere per favorire l’integrazione degli utenti nella comunità. Il progetto si basa su moduli scalari, riproducibili in altri contesti, con l’obiettivo di coinvolgere nuove realtà e rispondere a bisogni diversi». La capacità del progetto di ibridare le competenze tra mondo del design e del terzo settore ha reso possibile rafforzare le connessioni con la comunità, creando un ecosistema per la cura di un bene comune orientato da riflessioni sulla transizione verde. La partecipazione, come sottolineato dalle parole di Simonetta Matzuzi della cooperativa Il Margine, è stata quindi una cifra centrale che il design ha messo al centro del progetto: «Lavorare a questo progetto attraverso gli strumenti del design partecipativo, dal punto di vista mio e degli operatori, ha portato gli utenti a una maggiore appropriazione del senso di questo centro. Ho potuto vedere che nei vari step di progetto, con mio grande stupore, la partecipazione è stata davvero elevata e sentita». MiniMegaSpazio è stato selezionato su oltre 500 progetti per il New European Bauhaus Prize 2024, rappresentando un caso di successo in cui uno spazio pubblico viene rinnovato promuovendo pratiche ricreative e sociali che, allo stesso tempo, sensibilizzano alla cura collettiva del verde pubblico e ai più ampi problemi legati alla crisi ecologica.

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