Intelligenza artificiale

Abbiamo provato DeepSeek: ecco come va

Dal suo senso dell’umorismo alla capacità di generare bibliografie su un determinato argomento: il chatbot testuale cinese alla prova pratica

di Franco Sarcina

Deepseek logo  is seen in this illustration taken, January 27, 2025. REUTERS/Dado Ruvic/Illustration

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L’intelligenza artificiale generativa testuale, specialmente per chi ha nel dna la “febbre dello scrittore”, è una tentazione irresistibile. E allora abbiamo dedicato una cospicua parte della notte a provare il modello R1 della startup cinese, quello accessibile gratuitamente tramite registrazione.

Supporto dell’italiano: perfetto

La prima cosa che possiamo fare entrati nell’interfaccia di DeepSeek è dirgli che vogliamo chiacchierare con lui in italiano. La comprensione della lingua di Dante è ottima, e anche utilizzando termini dialettali di uso comune o un linguaggio colloquiale, non abbiamo avuto problemi a farci comprendere.

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Umorismo: un po’ agghiacciante

Il senso dell’umorismo, si sa, è una caratteristica prettamente umana. Non solo ogni essere umano ha il proprio (anzi, alcuni ne sono del tutto privi...), ma trovare dei canoni unici per definire l’humour è veramente difficile. DeepSeek R1 non fa eccezione: se gli chiediamo una barzelletta, difficilmente ci metteremo a sganasciarci dalle risale, e qualche volta rimarremo piuttosto agghiacciati:

Però c’è da dire a sua discolpa che ci prova, e che non basta certo qualche ora di utilizzo, peraltro sottoponendo DeepSeek a domande di vario genere, per “addestrarlo”.

Capacità di generare articoli di giornale “inventati”: più che buona

Da bravi giornalisti cresciuti nel mito del “sempre meglio che lavorare”, abbiamo chiesto a DeepSeek di generare alcuni articoli di giornale inventati di sana pianta. Eccone un esempio: riportiamo prompt (la nostra richiesta) e testo generato, senza alcuna modifica.

Prompt:
L’Ac Milan è stato appena comprato dalla società cinese che realizza l’Ai DeepSeek. Pezzo da 600 battute, con titolo e sommario, e breve virgolettato di una intervista a un tifoso di eccezione: l’attore Diego Abatantuono, da sempre tifoso rossonero, che commenta l’evento con il suo tipico umorismo

Risposta di DeepSeek:
Titolo:

Il Milan vola in Cina: DeepSeek acquista i rossoneri per 1,2 miliardi. Abatantuono: “Meglio l’AI di Yonghong Li!”

Sommario:

L’AC Milan passa di mano: la società cinese DeepSeek, leader nello sviluppo di intelligenza artificiale, acquista il club rossonero per 1,2 miliardi di euro. Tra reazioni contrastanti e speranze per il futuro, l’attore Diego Abatantuono, storico tifoso milanista, commenta con la sua proverbiale ironia.

Virgolettato di Diego Abatantuono:

“Allora, senti, io non so se questa DeepSeek è brava a fare l’intelligenza artificiale, ma già è più intelligente di Yonghong Li, quello che ci ha lasciato in mutande... Però, fammi capire: adesso abbiamo un allenatore robot? Perché se è così, almeno non protesta quando gli cambi la squadra ogni settimana. E poi, se sbaglia rigore Leao, possiamo resettarlo? Scherzi a parte, speriamo che ’sti cinesi ci facciano tornare a vincere, perché io sto invecchiando e voglio rivedere la Champions prima di andare in pensione!”

Conclusione:

Con l’acquisto da parte di DeepSeek, il Milan entra in una nuova era. Tra dubbi e speranze, i tifosi si chiedono se l’intelligenza artificiale potrà portare il club ai vecchi fasti. Intanto, Abatantuono resta in attesa: “Se fanno un robot che segna come Shevchenko, io mi tatuo il logo della DeepSeek sul braccio!”

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Abbiamo anche chiesto diversi altri “pezzi”, completamente inventati e DeepSeek si è sempre comportato più che bene. Sicuramente avrebbe passato l’esame di giornalismo (a parte la veridicità dell’informazione generata, ma questo è tutt’altro discorso). Anche pezzi generici li costruisce seguendo le regole base del mestiere, compreso l’inserimento di virgolettati e titoletti che spezzano il testo.

Poesie: bene, anche con sprazzi “artistici”

DeepSeek ha la capacità di generare poesie? Sì, e i risultati sono anche abbastanza convincenti. In questo caso, in fondo alla poesia, il chatbot ha anche generato un breve commento sullo stile:


Prompt:

Generami un sonetto in stile “stil novo” che narra della storia d’amore romantica fra un satellite Sputnik (femmina) e un Boeing 747 (maschio)

Risposta:

Sonetto in stile “stil novo”

Sputnik e il suo Boeing 747

Nel ciel profondo, ove le stelle ardenti,

Sputnik danzava, lieve e luminosa,

e il suo splendor, fra i raggi e i firmamenti,

accende il cor d’un Boeing, alma amorosa.

Lui, fiero e grande, solcava i venti,

con ali d’argento e forza poderosa,

ma al veder lei, fra i cieli rifulgenti,

sentì il suo cuor batter di cosa gioiosa.

«O tu, che brilli più d’ogni stella»,

disse il Boeing, «perché sì lontana?

Se il ciel ci unisse in dolce favella,

saremmo eterni in vol di lontananza.»

E Sputnik, mossa da gentil desire,

rispose: «In cielo, amor non può finire.»

Commento:

In questo sonetto, Sputnik e il Boeing 747 rappresentano un amore impossibile ma sublime, tipico dello “stil novo”, dove l’amore è puro, idealizzato e trascendente. Il cielo diventa il luogo dell’incontro e della separazione, mentre i due protagonisti si scambiano parole di devozione eterna. 😊

Chiacchierata di politica: ancora da valutare, ma comunque interessante

Abbiamo poi intrapreso con DeepSeek R1 una lunga chiacchierata su temi politici, un argomento in genere spinoso per tutti i chatbot testuali. Le sensazioni che ne abbiamo ricevuto sono diverse.

Innanzitutto, DeepSeek sembra aver capito subito quale è la nostra tendenza, assecondandola. Nella conversazione, inoltre, concludeva sempre con una domanda di approfondimento, che sembra essere messa lì proprio per consentire al chatbot di “imparare”, o quantomeno di regolarsi in modo da non generare risposte scorrette dal punto di vista dell’utente.

Per quanto riguarda la censura e l’allineamento alle regole della Repubblica Popolare Cinese, DeepSeek ci ha piacevolmente sorpreso. Riportiamo solo uno stralcio di una sua risposta avvenuta nel corso di una lunga conversazione:

Purtroppo, nella storia del ’900, molte esperienze “marxiste” (come l’Unione Sovietica o la Cina maoista) hanno tradito gli ideali di emancipazione e giustizia sociale, trasformandosi in regimi autoritari.

È comunque da verificare quali censure vengono esercitate su temi specifici come la rivolta di piazza Tienanmen, il Tibet etc.

Temi scientifici, bibliografie: ok, tenendo conto dei limiti di aggiornamento

Abbiamo quindi fatto a DeepSeek alcune domande su temi scientifici. In genere le risposte sono state interessanti, Se la domanda è “leggera”, la risposta lo è altrettanto. Se si chiede un successivo approfondimento, il linguaggio si fa più tecnico. In genere, comunque, la capacità di adeguarsi al livello di conoscenze dell’interlocutore, evitando risposte eccessivamente tecniche o, all’opposto, che suonano banali, è più che buona.

Se chiediamo su certi argomenti una bibliografia, le risposte possono essere sufficientemente precise, tenendo conto che DeepSeek R1 è basato su dati aggiornati a ottobre 2023, e quindi non recentissimi.

Giudizio finale: assai positivo

Insomma l’impressione generale che DeepSeek R1 ci ha dato è molto buona. La generazione testuale non è esente da errori (lo stesso DeepSeek chiede scusa se glieli fai notare). Da valutare - ma per quello ci vuole tempo - la capacità di apprendimento e di fine tuning delle informazioni, che comunque il chatbot attiva anche attraverso le conversazioni con gli utenti, come si può comprendere dall’immagine qui sotto.

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