Oltre l’incubo Fukushima: in Giappone la seconda era dell’atomo
dal nostro corrispondente Marco Masciaga
di Franco Sarcina
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L’intelligenza artificiale generativa testuale, specialmente per chi ha nel dna la “febbre dello scrittore”, è una tentazione irresistibile. E allora abbiamo dedicato una cospicua parte della notte a provare il modello R1 della startup cinese, quello accessibile gratuitamente tramite registrazione.
La prima cosa che possiamo fare entrati nell’interfaccia di DeepSeek è dirgli che vogliamo chiacchierare con lui in italiano. La comprensione della lingua di Dante è ottima, e anche utilizzando termini dialettali di uso comune o un linguaggio colloquiale, non abbiamo avuto problemi a farci comprendere.
Il senso dell’umorismo, si sa, è una caratteristica prettamente umana. Non solo ogni essere umano ha il proprio (anzi, alcuni ne sono del tutto privi...), ma trovare dei canoni unici per definire l’humour è veramente difficile. DeepSeek R1 non fa eccezione: se gli chiediamo una barzelletta, difficilmente ci metteremo a sganasciarci dalle risale, e qualche volta rimarremo piuttosto agghiacciati:
Però c’è da dire a sua discolpa che ci prova, e che non basta certo qualche ora di utilizzo, peraltro sottoponendo DeepSeek a domande di vario genere, per “addestrarlo”.
Da bravi giornalisti cresciuti nel mito del “sempre meglio che lavorare”, abbiamo chiesto a DeepSeek di generare alcuni articoli di giornale inventati di sana pianta. Eccone un esempio: riportiamo prompt (la nostra richiesta) e testo generato, senza alcuna modifica.