«Abbiamo una sola Terra»: per salvarla bisogna cambiare i comportamenti
Oggi l’umanità avrebbe bisogno di 1,8 pianeti per soddisfare i propri bisogni, l’Italia vive a credito dal 15 maggio. L’azione deve partire dal cibo
di Elena Comelli
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#OnlyOneEarth. Soltanto una Terra, ci ricorda oggi l’Onu, nel cinquantesimo anniversario dell’istituzione della Giornata mondiale dell’Ambiente. Quest’anno il testimone ritorna alla base, a Stoccolma, dove si svolse dal 5 al 16 giugno 1972 la prima Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente, nel corso della quale venne adottata la Dichiarazione che definì i 26 principi sui diritti dell'ambiente e le responsabilità dell'uomo per la sua salvaguardia.
Nei giorni scorsi Stoccolma è stata di nuovo il teatro di una conferenza mondiale sull’ambiente, intitolata “Stockholm+50”. Il tema di quest'anno è lo stesso della Conferenza del 1972 ed è stato scelto per ribadire ancora una volta la necessità di vivere in modo sostenibile, poiché le risorse sono limitate e devono essere salvaguardate.
Fin dagli anni Sessanta l’inquinamento industriale su larga scala e la distruzione di massa di interi ecosistemi documentata in tutto il mondo portò a una diffusa preoccupazione internazionale per la crisi globale dell’ambiente, in particolare in Svezia, che prese l’iniziativa per gettare le basi della cooperazione internazionale in materia ambientale.
L’istanza svedese venne accolta il 15 dicembre del ’69 dall’assemblea generale delle Nazioni Unite, due anni dopo la proposta iniziale. Da quel momento la delegazione svedese si mise al lavoro per preparare la conferenza, che il 5 giugno ’72 riunì a Stoccolma i rappresentanti di 114 Paesi e raggiunse un livello di consenso senza precedenti sulla necessità di muoversi in difesa dell’ambiente, malgrado le tensioni fra i due blocchi, che rispecchiavano già allora i contrasti fra Paesi ricchi e poveri.
Un mondo a credito
In qualità di ospite, il primo ministro svedese Olof Palme criticò nel suo discorso di apertura il mondo industrializzato per lo sfruttamento ecologico ed economico delle risorse a spese dei Paesi in via di sviluppo. Indira Gandhi, primo ministro indiano, gli fece eco individuando nella povertà la principale causa del degrado ambientale e chiedendo aiuti allo sviluppo.
