L’intervista a Alessandro Fidato

«Accelerare per rendere il 2026 l’anno spartiacque sulle opere»

Presidente gruppo Trasporti, Logistica
e Infrastrutture di Assolombarda

di Luca Orlando

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«Cosa è cambiato? Quasi un passeggero su tre oggi arriva a Linate con la M4». Alessandro Fidato, Chief Operating Officer di Sea, vive in presa diretta la differenza tra il “prima” e il “dopo”, con la possibilità di misurare concretamente l’impatto positivo delle infrastrutture sul territorio, sulla mobilità urbana, sulla sostenibilità degli spostamenti. E per il Presidente del gruppo Trasporti, Logistica e Infrastrutture di Assolombarda è evidente che questa sia la direzione in cui proseguire. «In gioco è la competitività della regione e dell’intero Paese - spiega - e anche se i dati Oti indicano che qualche miglioramento di performance c’è stato, con una riduzione dalle opere in ritardo dal 36 al 33%, è chiaro che i tempi realizzativi sono ancora eccessivi. Abbiamo impiegato 20 anni per allargare la A4 tra Torino e Milano o per completare la tangenziale Nord tra Rho e Monza: ecco perché occorre sburocratizzare e semplificare».

Sotto accusa sono le procedure di gara troppo lunghe, i continui ricorsi che frenano le aggiudicazioni, così come le lungaggini delle conferenze dei servizi o delle valutazioni di impatto ambientale. «Ora occorre cambiare passo - spiega - e il 2026, tra scadenze del Pnrr e Olimpiadi Invernali, rappresenta una data spartiacque per il potenziamento delle infrastrutture regionali: se i tempi delle 27 opere monitorate saranno rispettati potremo avere 8 km di metropolitana in più, altri 120 km di ferrovia e 45 km di nuove strade». Legate alla Lombardia in senso stretto ma non solo, per una regione che vede nelle connessioni economiche e commerciali con altre aree del paese e con l’intera Europa una delle chiavi della propria competitività. Tra le priorità segnalate vi sono così le tratte ferroviarie legate alla Milano-Genova, ancora non interamente finanziate e l’accelerazione dei lavori per la Tav Torino-Lione e per il tunnel del Brennero, «opere chiave anche per rispettare gli obiettivi Ue di trasferimento del 30% del trasporto su ferrovia entro il 2030». Altro punto strategico è rappresentato dall’accessibilità dello scalo di Malpensa, che potrà essere rilanciata dal nuovo collegamento ferroviario con Gallarate. «Si aprirà entro aprile 2025 - spiega Fidato - consentendo un collegamento con la rete di Rfi e la possibilità di avere una alternativa rispetto all’attuale navetta da Milano». Accelerazione auspicata anche per un’opera rimasta incompiuta, cioè la Pedemontana Lombarda, per la quale mancano ancora tratte chiave per poter garantire una alternativa alla A4. «Opera che consentirebbe di mettere in connessione diretta il cuore manifatturiero dell’alto milanese e della Brianza con gli aeroporti lombardi e il suo sistema autostradale: speriamo che i cantieri delle tratte B2 e C possano aprire a breve, dopo gli annunci di fine 2023». Snodo chiave resta ad ogni modo Milano, dove l’auspicio è quello di procedere nel potenziamento del trasporto pubblico locale. «L’estensione delle linee metropolitane deve essere la priorità - spiega - trovando al più presto le risorse che ancora mancano e provando anche in questo caso ad accorciare i tempi: il tratto Linate-Segrate, poco più di tre km, è previsto entri in esercizio solo nel 2030».

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Il monitoraggio
Nel 2023 - In generale secondo il monitoraggio del rapporto Oti il 67% degli interventi monitorati è avanzato, percentuale salita di tre punti rispetto alla precedente rilevazione, anche se nessun cantiere è stato completato. Il 33% degli interventi è risultato dunque in ritardo, dal 36% del 2022 e il 59% nel 2021. Rispetto alle 27 opere monitorate in regione Lombardia si osserva un ritardo comunque superiore: l’84% degli interventi dell’intera area (83 progetti) è giudicato infatti in uno stato avanzato, a fronte del 67% rilevato per la Lombardia.

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