Accessibilità e inclusione, il designer che crea collezioni per la moda adattiva
Francesco Saverio Matera, 24 anni, ha creato Materia: la capsule ha conquistato gli atleti paralimpici
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La moda adattiva è un tema da passerella d’alta moda? Per Francesco Saverio Matera, 24 anni, designer milanese diplomato allo IED, la risposta è decisamente affermativa. Lui è il creatore di Materia, una collezione di abiti inclusivi, studiati per adattarsi alle esigenze delle persone con disabilità ma allo stesso tempo “di design”. La sua prima capsule collection, lanciata nel 2023, ha conquistato gli atleti paralimpici, diventati parte del processo di progettazione dei capi. La collezione - che promuove un concetto di moda funzionale elevata al livello di design – oltre ad aver ricevuto numerosi riconoscimenti, ha già sfilato a Palazzo Reale a Milano, arrivando fino a Hong Kong e Dubai.
«La mia passione per questo settore è nata dalla disabilità di mio fratello, tetraplegico. Il mio passato da calciatore professionista, poi, ha influenzato la mia visione, verso un design tecnicamente avanzato e funzionale – racconta Matera –. Materia è nata come progetto di tesi per creare una linea di abbigliamento inclusiva, studiata soprattutto per chi affronta sfide motorie quotidiane».
Il mercato della moda adattiva nel mondo, vale poco meno di 16 miliardi di dollari ed è ormai un business consolidato e in crescita costante.Non in Italia, dove invece procede a piccoli passi, spinto più che altro dall’intraprendenza di micro-progetti come Materia, con piccoli capitali e molte idee.
Con un budget iniziale di 30.000 euro, finanziati tramite premi universitari e risparmi personali, Matera ha sviluppato la sua idea imprenditoriale collaborando con aziende innovative come Manteco, specializzata in soluzioni sostenibili con lana, Majotech, leader nei tessuti tecnici, e realtà che lavorano con macchinari Flat Knit e Seamless per ridurre gli scarti di produzione. «Ho anche vinto il Woolmark Performance Challenge, un riconoscimento che ha sottolineato l’innovazione e la sostenibilità del nostro approccio» aggiunge il designer.
La moda adattiva ha esigenze specifiche, serve un prodotto comodo,sia per la persona con disabilità, sia per il caregiver che eventualmente lo assiste: poche cuciture, progettate per non dare fastidio, zip e bottoni magnetici che aumentino l’autonomia di chi indossa i capi senza intaccare lo stile. «I nostri abiti sono progettati per essere scelti, non solo per la loro praticità, ma per il loro appeal estetico». Il brand si posiziona in un altro settore di mercato rispetto ai grandi marchi come Primark o alle piattaforme come Zalando che propongono collezioni più basic e adatte al grande pubblico. «Vogliamo rendere la moda accessibile, abbattendo barriere e ampliando le possibilità di espressione personale attraverso l’abbigliamento», prosegue Matera. Tute e felpe oversize che ricordano lo streetwear ma che nascondono zip lunghissime sulle braccia e sulle gambe, scarpe facili da allargare e indossare anche da chi fatica a muoversi, vogliono rivoluzionare l’idea di una moda che non sia solo confortevole, ma anche di tendenza.

