Competitività

Acciaio e meccanica trainano l’export della Valle d’Aosta

Nel 2024 le esportazioni regionali hanno fatto registrare una crescita dell’11,1%. Turcato, presidente Confindustria Valle d’Aosta: scenari macroeconomici complessi ma tessuto economico in grado di resistere

di Carlo Andrea Finotto

3' min read

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Una crescita a doppia cifra che pone la performance della Valle d’Aosta al secondo posto nazionale per incremento percentuale, superata solo dalla Toscana (anche se i “rapporti di forza” in termini assoluti sono ben diversi). È il dato relativo alle esportazioni nel 2024, che hanno fatto segnare un +11,1%, per un valore complessivo di quasi 830 milioni di euro (829,387) secondo i dati elaborati dall’Istat per il Sole 24 Ore. Si tratta di un balzo di circa 84 milioni di euro rispetto al risultato del 2023, quando le esportazioni di fermarono a 746 milioni di euro, ma ancora distanti rispetto ai 957 milioni del 2022. L’export valdostano pesa solo per lo 0,1% sul totale del Nordovest, ma la crescita percentuale registrata è ancora più significativo alla luce della flessione che ha caratterizzato invece le esportazioni in Piemonte (-4,9%) o in Liguria (-24,1%) per restare nell’ambito della macroarea.

«I dati dimostrano una crescita importante nel 2024 ma soprattutto una tenuta di base, che nel lungo termine è decisiva», sottolinea il presidente di Confindustria Valle d’Aosta, Francesco Turcato, commentando il consuntivo elaborato dall’Istat.

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Scomponendo l’anno nei singoli trimestri si scopre che tra gennaio e marzo 2024 le imprese della regione hanno esportato merci per circa 203 milioni, 10 in meno rispetto all’analogo periodo 2023; nel secondo trimestre la tendenza è migliorata: 227 milioni nel 2024 contro 200 nel 2023; tra luglio e settembre le aziende valdostane hanno esportato decisamente di più in confronto agli stessi mesi dell’anno precedente: poco meno di 199 milioni contro 153; infine, nell’ultimo periodo dell’anno, quello caratterizzato anche dalle chiusure del tunnel del Monte Bianco per i lavori di ristrutturazione, l’export ha totalizzato circa 200 milioni di euro, quasi 20 in più rispetto allo stesso trimestre del 2023.

«Gli scenari macroeconomici del 2025 - evidenzia ancora il presidente di Confindustria Valle d’Aosta – appaiono complessi, a prescindere dai dazi, ma proprio partendo dalla tenuta e dal tessuto economico variegato della Valle d’Aosta, con la sua capacità di esportare, potremo mantenere gli attuali livelli produttivi».

Tornando al quadro complessivo dell’intero anno, in termini assoluti l’incremento delle esportazioni regionali è stato guidato sostanzialmente da due settori in particolare: quello dei macchinari, passati da 43,2 a 67,7 milioni, con un aumento, quindi, di 24,5 milioni di euro; e quello della metallurgia, le cui vendite all’estero sono salite di 21,1 milioni di euro, passando dai 507 milioni scarsi del 2023 ai quasi 528 milioni del 2024.

Va detto che in questo secondo caso i dati sono quasi completamente, se non totalmente, ascrivibili all’attività della Cogne Acciai Speciali, tra le principali realtà industriali della regione. Se l’industria meccanica e siderurgica guidano il sistema produttivo valdostano, alle loro spalle sgomitano in gruppo altri comparti che raccolgono eccellenze locali. L’ambito dei prodotti alimentari e delle bevande ha, per esempio, aumentato le esportazioni da 73 milioni a 80 milioni, mentre il tessile-abbigliamento è passato da 1,2 a 9,4 milioni di euro. L’elettronica ha venduto all’estero prodotti per 2,8 milioni in più, passando da 7,2 a quasi 10 milioni; la chimica ha contribuito all’incremento complessivo delle esportazioni con 2,6 milioni di euro in più di vendite oltre confine rispetto al 2023 (da 1,8 milioni a 4,4 milioni circa); la gomma-plastica ha incassato 2,2 milioni di euro in più. E poi, ancora, +1,5 milioni per gli articoli farmaceutici, +1,2 milioni per i prodotti in legno e altrettanti per agricoltura e silvicoltura, circa un milioni di incremento per gli apparecchi elettrici e per quelli relativi alla definizione “altre attività manifatturiere”.

Uscendo dal contesto della manifattura registrano complessivamente un aumento delle esportazioni di oltre 11 milioni di euro le attività di trattamento dei rifiuti (+6,3 milioni) e le cosiddette merci varie (+4,8 milioni di euro).

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