«Accompagnare le imprese nelle transizioni ambientale e digitale»
Architetto, designer e docente di disegno industriale
di Vera Viola
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«La moda e il design, non risiedono solo a Milano, ma abitano anche al Sud. Ci sono imprese, formazione, ricerca: c’è tanto. Ma, come sempre accade, nel Meridione non nasce un sistema. Noi cerchiamo di abbracciare questa nuova sfida». Ce ne parla Patrizia Ranzo, architetto e designer, professore ordinario di Disegno Industriale presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” . È una dei fondatori, o forse l’ispiratrice dell’ormai più che ventennale Corso di laurea in design dell’università campana. Dopo aver lavorato a livello internazionale, allieva di Ettore Sottsass e Andrea Branzi, fa ritorno in Italia per svolgere il suo ruolo di ricercatrice e docente.
Professoressa Ranzo, lei partecipa al progetto della Regione di istituire un distretto innovativo del design e della moda, con grande passione ed entusiasmo, ma con quali obiettivi? In altre parole, quale è la sua proposta?
Partirei dal precisare che il distretto della Moda in Campania esiste nei fatti ed è ormai una realtà consolidata. Abbiamo grandi, medie e piccole imprese, abbiamo centri di formazione, di ricerca e l’università che svolge un ruolo catalizzatore e propulsivo. Ma ci troviamo a dover affrontare grandi cambiamenti, le ormai citatissime transizioni ambientale e digitale. Questa deve essere la missione principale del distretto: accompagnare il sistema economico regionale in queste grandi sfide. Con l’Università siamo fortemente impegnati anche sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Ma questa non rischia di “mortificare” la creatività che è parte importante di moda, design....?
È necessario adottare sistemi di intelligenza artificiale, purchè siano sempre guidati dall’uomo. Possiamo già impiegare tecnologie molto avanzate nella lavorazione dei tessuti, delle pelli, nella programmazione di sfilate.



