Aziende di famiglia

Balsamico Dop e Igp, acetaia Malpighi racconta 5 generazioni di tradizione «made in Modena»

Nel libro “Acetaia Malpighi Artigiani del made in Italy” la storia dell’azienda di famiglia che dal 1850 produce aceto balsamico tradizionale di Modena Dop e aceto balsamico di Modena Igp ed esporta il 70%

di Marika Gervasio

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«Augusto mio caro figlio, credo che la più condensata ed espressiva conclusione del mio quaderno di appunti sia quella di dare una ricetta per fare del vero e genuino aceto naturale, ricetta così distillata da quanto sono andato esponendo. Almeno cinque vasselli di legno di buona fattura, mosto d’uva genuino concentrato, madre di buon aceto denso e lungamente invecchiato e caro figlio mio il tempo che auguro il Signore ti dia onde tu e la tua discendenza possiate gustare questo balsamo».

Nell’ottobre del 1850 Pietro Malpighi trascrive, in una lettera destinata al figlio Augusto, la ricetta per fare del «vero e genuino aceto naturale»: da qui ha inizio la storia di Acetaia Malpighi che produce aceto balsamico tradizionale di Modena Dop e aceto balsamico di Modena Igp ed esporta oltre frontiera il 70% della sua produzione 100% made in Modena.

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Sono due le differenze che rendono l’aceto balsamico tradizionale di Modena Dop non paragonabile agli aceti agrodolci di origine industriale, come spiegano dall’azienda. Prima di tutto, l’ingrediente di base: il mosto d’uva cotto, non il vino, come per gli altri aceti in commercio. Secondo, l’invecchiamento che deve avvenire in botti di legni diversi a seconda della fragranza che si vuole dare - castagno, ciliegio, ginepro, gelso, rovere, acacia - per almeno 12 o 25 anni.

Acetaia Malpighi custodisce 3mila botti, tutte con una loro storia e una sua provenienza: ne custodiamo una che risale addirittura all’Età Napoleonica. Ed è tradizione di famiglia dedicare ad ogni “erede” una batteria di botti che riporta sovrascritto il nome della persona a cui è dedicata e trasmessa in eredità.

Da Pietro ad Augusto a Nonna Maria a Ermes, la ricetta è passata di mano in mano per cinque generazioni fino a Massimo, attuale presidente di Acetaia Malpighi, che guida l’azienda dal 1997 e che ha voluto la realizzazione del libro “Acetaia Malpighi Artigiani del made in Italy” che racconta la storia della sua famiglia e della sua azienda: «È un libro dedicato ai “discepoli del balsamico”, come li chiamiamo noi - dice - a quelle persone che amano e apprezzano il mondo dell’aceto balsamico e grazie ai quali riusciamo a fare cultura su questo straordinario ma complesso mondo. Acetaia Malpighi ha una mission aziendale molto chiara e da sempre porta avanti i suoi valori legati a una tradizione antica, che come tale va tutelata e preservata: i nostri aceti e i nostri condimenti sono ottenuti solo con materie prime di qualità, le uve dei vigneti di famiglia, e si trovano solo presso canali distributivi selezionati. Niente Gdo, no primi prezzi, no glasse, niente prodotti cheap. È questo il nostro valore aggiunto. Ed è importante per noi sottolinearlo».

Il volume è anche un omaggio alle generazioni precedenti che non ci sono più e in particolare alla “nonna Maria”, cuoca rinomata all’interno di diversi ristoranti a Bologna e Milano come “La Nerina” o “Il Mela”, colei che nel lontano 1965 elaborò il primo menu a base di ricette con aceto balsamico tradizionale di Modena, dall’antipasto al dolce. Nella parte conclusiva del libro si possono trovare, infatti, le sue ricette tipiche della cucina emiliana e rivisitate in chiave moderna.


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