Acquisizioni e fusioni stabili, i valori sono in diminuzione
Analisi EY sui primi dieci mesi dell'anno: realizzate 133 operazioni straordinarie, in 92 l'oggetto di acquisizione è una società del Triveneto
Barbara Ganz
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Il territorio del Nord Est nei primi 10 mesi del 2022 ha fatto registrare 133 operazioni straordinarie: è un numero sostanzialmente in linea con le 136 dello stesso periodo dell’anno precedente (-2%), ma è anche una dimostrazione non scontata di tenuta in uno scenario sempre più complesso. Il mercato mondiale dell’M&A (fusioni e acquisizioni) registra infatti un rallentamento nello stesso periodo 2022 rispetto ai livelli record del 2021 post pandemia: il mercato italiano - rileva l’anticipazione dello studio firmato da EY per Il Sole24Ore NordEst - mostra invece segnali di resilienza, in particolar modo a nelle regioni Veneto, Friuli-Venezia-Giulia e Trentino-Alto Adige.
Le 133 operazioni hanno coinvolto 97 società basate in Veneto, 25 in Friuli e 11 in Trentino: comprendono sia operazioni dove la società acquisita è basata a NordEst (92, rispetto alle 96 dell’anno precedente), sia transazioni in Italia e all’estero a opera di società acquirenti basate in Veneto, Friuli e Trentino (41 rispetto alle 40 dell’anno prima).
Il 75% delle transazioni dei primi dieci mesi del 2022 è stato promosso da investitori strategici e il rimanente da investitori finanziari. Il peso delle transazioni da parte degli investitori finanziari si è ridotto rispetto all’anno scorso, quando si attestava su un terzo del totale: «È un segnale che alcuni operatori finanziari possono aver rallentato o semplicemente posticipato alcune transazioni in attesa di condizioni di mercato più favorevoli», spiega Luciana Sist, responsabile del gruppo Strategy & Transactions per l’area Triveneto di EY. Ma se i fondi hanno in qualche caso preferito restare alla finestra, non si sono fermate le mosse da parte di società che hanno acquisito altre società, tipicamente per crescere o per fare fronte a fasi di passaggio come quella generazionale.
In leggera crescita il trend di investimento a opera di operatori esteri sul territorio del NordEst, dove si registrano 41 operazioni (sulle 92), rispetto alle 38 dei primi 10 mesi del 2021. A mostrare tutta la complessità di questa fase è un altro indicatore. Se è vero che in Italia (e anche nel NordEst) il numero di deal è rimasto sostanzialmente invariato rispetto allo scorso anno, il valore degli investimenti è, tuttavia, molto calato. La dimensione media è infatti nettamente inferiore rispetto all’anno precedente.
Gli investimenti promossi da investitori strategici - aziende che comprano aziende - sono stati messi a segno allo scopo di espandere il loro business, creando valore dalle sinergie industriali e commerciali. Fra questi c’è da segnalare l’acquisizione del gruppo Forma e Funzione da parte della pordenonese L&S Italia, l’acquisizione di Italian Fashion Team da parte di Golden Goose che compie un passo strategico nell’integrazione della sua filiera produttiva.

