Film e diritti umani

Adam Kinzinger: «L’ultimo repubblicano»

In anteprima europea al Fifdh di Ginevra il ritratto di uno dei pochissimi repubblicani a chiedere l’impeachment di Trump dopo l’assalto al Campidoglio. Della sua rielezione dice: «Le gente non cerca più la verità, sostiene la parte che la fa sentire meglio»

Adam Kinzinger and Steve Pink of "The Last Republican" at the Deadline Studio. (Photo by KC Armstrong/Deadline via Getty Images)

2' min read

2' min read

«Le gente non cerca più la verità, sostiene la parte che la fa sentire meglio»: così spiega la rielezione di Donald Trump Adam Kinzinger, parlamentare repubblicano che con Liz Cheney è stato uno dei soli dieci membri del suo partito a votare per l’impeachment del presidente Usa dopo l’attacco al Campidoglio il 6 gennaio 2021. A invocare l’applicazione del 25º emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America, invitando i membri dell’Amministrazione Trump e il Congresso a destituire anzitempo il presidente in carica ritenuto colpevole di aver aizzato la folla all’attacco contro la sede del Congresso degli Stati Uniti per sostenere la richiesta di Trump al vicepresidente Mike Pence e al Congresso di rifiutare la proclamazione di Joe Biden a 46º presidente.

A lui il regista Steve Pink - «comunista» per Kinzinger, «progressista» lo corregge l’altro, dietro alla telecamera - ha dedicato il documentario The Last Republican (2024),presentato in anteprima europea al Fifdh di Ginevra, il Festival  del film e forum sui diritti umani. Kinzinger, appassionato del film di Pink Un tuffo nel passato (Hot Tub Time Machine, 2010) ha accettato l’offerta di questo di filmare i suoi ultimi mesi al congresso, mentre con Cheney e alcuni parlamentari democratici portava avanti i lavori della commissione di indagine parlamentare sull’insurrezione.

Loading...

Davanti al pubblico ginevrino Kinzinger, si è detto convinto che i repubblicani sapevano di aver perso le elezioni, ma che dire invece che la vittoria di Biden era stata rubata era diventata una «questione indentitaria». «Dobbiamo iniziare a vederci come qualcosa di più di un semplice repubblicano o un semplice democratico» ha esortato.

È quello che cerca di fare The Last Republican, e questo è il maggior pregio di un film senza sorprese, anche se ben girato, e divertente nei suoi scambi alla Don Camillo e Peppone tra protagonista e regista, mentre segue la vita del 46enne Kinzinger, ex pilota militare cresciuto nel Midwest mentre viene messo all’angolo dal suo partito e minacciato di morte da estremisti e troll. Ma anche mentre gli nasce una figlia e fa i conti con la fine della sua carriera politica e gli effetti della sua decisione. Nel film non lo dice, ma alla domanda del giornalista Philippe Mottaz se nel futuro avrebbe potuto candidarsi per i democratici, Kinzinger, che nel frattempo è diventato commentatore politico per la Cnn ha risposto «sì. Non mi sento più repubblicano».

«Per la prima volta nella mia vita mi vergogno del mio Paese» ha affermato, mentre Amy Green, esperta di politica statunitense all’Institute Montaigne osservava come la violenza negli Stati Uniti stia prendendo un posto sempre più accettabile nella vita pubblica: «Diventa uno strumento che è possibile usare, e sempre più spettacolare. Ma quando si apre alla violenza, richiudere la porta è molto difficile».

Copyright reserved ©
  • Lara Ricci

    Lara Riccivicecaposervizio curatrice delle pagine di letteratura e poesia

    Luogo: Milano e Ginevra

    Lingue parlate: Inglese e francese correntemente, tedesco scolastico

    Argomenti: Letteratura, poesia, scienza, diritti umani

    Premi: Voltolino, Piazzano, Laigueglia, Quasimodo

Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti