1931-2025

Addio a Rosita Missoni, signora della moda e del colore

Si è spenta a 93 anni. Aveva fondato l’azienda di maglieria, simbolo del made in Italy, con il marito Ottavio negli anni Cinquanta

di Chiara Beghelli

ROSITA JELMINI MISSONI MORTA ROSITA MISSONI, LUTTO NEL MONDO DELLA MODA  - FOTO ARCHIVIO

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Addio a Rosita Missoni, fondatrice insieme al marito Ottavio del marchio di moda che porta il cognome di famiglia. Nata nel 1931 a Golasecca, in provincia di Varese, lungo le rive del Ticino, da una famiglia di imprenditori tessili specializzati nella produzione di vestaglie e scialli ricamati, Rosita Jelmini aveva incontrato l’allora atleta Ottavio Missoni alle Olimpiadi di Londra del 1948 (lei si trovava lì per studiare l’inglese) e lo aveva sposato il 18 aprile 1953. Sarà proprio Rosita a introdurre il marito nel mondo della moda, aprendo sempre quell'anno un piccolo laboratorio di maglieria a Gallarate, che presto si impone sul mercato per il suo gusto originale e innovativo per il colore e i motivi.

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Da lì si spostano poi a Sumirago, una piccola località in provincia di Varese con una vista splendida sul Monte Rosa: quella sarà da allora la sede della loro azienda e il luogo dove vivranno e crescerà la loro famiglia, con la nascita dei figli Vittorio, Luca e Angela. La prima sfilata Missoni risale al 1966, al Teatro Gerolamo di Milano, quando il pret-a-porter italiano è ancora nella sua fase embrionale: il successo delle loro maglie morbide e a zig zag - realizzate anche all’utilizzo della speciale macchina da cucine Rachel, fino a quel momento usata solo per confezionare scialli - con abbinamenti di colore innovativi e sperimentali, è immediato.

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Nel 1969 Diana Vreeland, direttrice di Vogue Usa, aprirà loro le porte degli Stati Uniti, e nel 1970 ecco la prima boutique nel department store Bloomingdale’s di New York. Fra la fine degli anni Settanta e gli Ottanta la moda italiana, con la sua peculiare formula che unisce manifattura e creatività, è pronta a conquistare il mondo, e i Missoni sono, proprio per questo, fra i suoi pionieri e protagonisti.

Negli anni, Ottavio e Rosita Missoni sono stati insigniti di prestigiosi riconoscimenti artistici e accademici a livello nazionale e internazionale, dal Neiman Marcus Fashion Award nel 1973, la Laurea Honoris Causa “Honorary Royal Designer for Industry” della Royal Society of Art di Londra (1997), la Laurea ad Honorem del Central Saint Martin College of Art and Design di Londra (1999), la Laurea ad Honorem “Doctor of Humane Letters” dell’Academy of Art College di San Francisco (1999).

Nel 1996 Ottavio e Rosita decidono di lasciare spazio alla seconda generazione, con i figli Vittorio, Luca e Angela che ricoprono ruoli amministrativi e creativi nell’azienda. Il 2013, purtroppo, sarà un anno tragico: prima, in gennaio, la scomparsa di Vittorio, all’epoca amministratore delegato dell’azienda di famiglia, a seguito di un incidente aereo nei pressi dell’isola di Los Roques, in Venezuela, seguita in maggio da quella di Ottavio, pochi giorni dopo aver celebrato 60 anni di nozze con Rosita.

La figlia Angela è stata direttrice creativa del marchio di famiglia, oggi guidato da Alberto Caliri. La proprietà del marchio si divide attualmente fra la famiglia fondatrice e, con una quota del 41,2%, di Fsi – Fondo Strategico Italiano, entrato in società nel 2018 con un’operazione da circa 70 milioni. Nel 2023 il suo fatturato è stato di 126 milioni, in aumento del 10% rispetto all’anno precedente, e sta investendo sullo sviluppo di un’identità più lifestyle, con progetti nell’ospitalità e nel residenziale.

Nel 2014 Rosita Missoni era stata nominata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “Cavaliere del Lavoro”, titolo precedentemente conferito ad Ottavio nel 1993.

Grassi, presidente Confindustria Varese: «Straordinaria ambasciatrice del Made in Italy»

A ricordo di Rosita Missoni è intervenuto Roberto Grassi, Presidente Confindustria Varese: «Rosita Missoni è stata un’imprenditrice straordinaria, ambasciatrice del made in Italy nel mondo».

«Tutta Confindustria Varese si stringe intorno alla famiglia Missoni e a tutta l’azienda per la scomparsa di Rosita, una delle più grandi imprenditrici del nostro territorio e della nostra storia industriale, fondatrice, insieme al marito Ottavio, di un brand tra i principali simboli del Made in Italy nel mondo e del saper fare impresa. Rosita è stata un esempio e un’icona di caparbietà, lungimiranza, visione, creatività, estro, organizzazione, attaccamento alle proprie radici. Perdiamo una figura straordinaria della nostra imprenditoria (espressione che su Rosita Missoni si ritaglia alla perfezione), le cui capacità rimarranno un punto di riferimento e motivo di ispirazione per la nostra industria tessile e della moda. E non solo».

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