Addio a Valentino, ultimo imperatore della moda italiana
È scomparso il couturier nato a Voghera l’11 maggio 1932. Ha vestito star di Hollywood come Liz Taylor e icone fashion come Jackie Kennedy
di Redazione Moda
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È morto Valentino Garavani, couturier fondatore della Maison Valentino. Aveva compiuto 93 anni in maggio. Si è spento «nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari», come comunica una nota ufficiale. L’ultimo “imperatore” della moda - appellativo cristallizzato nel documentario “L’ultimo imperatore” del 2008 - era nato a Voghera l’11 maggio 1932. Aveva coltivato la passione per la moda fin da bambino.
Apprendista diciassettenne a Parigi nell’atelier di Jean Dessès prima e di Guy Laroche poi, avrà a Barcellona un incontro folgorante, destinato a segnare per sempre il corso della moda - e l’estetica - mondiale: quello con il rosso, suo colore d’elezione, di cui una tonalità verrà per sempre indicata come «rosso Valentino».
Tornato in Italia nel 1955, Valentino apre un piccolo atelier in Via Condotti. Il successo arriva qualche anno più tardi, complice soprattutto la collaborazione di Giancarlo Giammetti, all’epoca studente di architettura: nel 1962 Valentino presenta la sua collezione nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, raccogliendo applausi e ordini. Il successo della maison è rapido e globale: Valentino veste star di Hollywood e icone fashion come Liz Taylor, Jackie Kennedy , che sceglie di sposare Aristotele Onassis in abito bianco Valentino, Sophia Loren, perfino la First lady Nancy Reagan. Gli americani lo soprannominano la “Rolls Royce del fashion design”.
Alla fine degli anni Sessanta debutta con il pret-à-porter e sceglie Parigi come città d’elezione per presentare le collezioni. Nel 1998 la decisione di cedere l’azienda - alla Hdp di Maurizio Romiti per 540 miliardi di lire dell’epoca - mantenendo però la direzione creativa. Racconta chi era presente che nell’annunciare la cessione, al Circolo della Stampa di Milano, Giammetti e Garavani fossero in lacrime.
Dopo il passaggio di proprietà di apre un decennio (e oltre) di instabilità per la maison che passa di mano in mano: nel 2002 viene rilevato dal gruppo Marzotto per 240 milioni di euro. Nel 2007 il fondo Permira lancia un Opa sull’azienda e Garavani, dopo 45 anni, lascia il ruolo di direttore creativo il 4 settembre: «Vorrei lasciare la festa quando è ancora in corso», dice il couturier che solo pochi mesi prima (a luglio) aveva celebrato il proprio anniversario di carriera a Roma, con una sfilata, una cena e soprattutto una mostra con 240 abiti allestita all’Ara Pacis fresco di ristrutturazione. Gli succederà Alessandra Facchinetti, senza però mai “decollare”.

