La figlia del clan racconta la ’ndrangheta a caccia della libertà
di Raffaella Calandra
di Riccardo Ferrazza
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Torino e Milano sono le uniche grandi città italiane dove il numero di annunci per affitti brevi è tornato ai livelli pre-Covid. Firenze, Roma e Napoli hanno fatto segnare il maggiore aumento delle tariffe rispetto al 2019 (oltre 60%) ma è Venezia il centro nel quale la tariffa media giornaliera è più alta (209,63 euro).
Per le locazioni turistiche il 2023 è stato un anno di novità normative (cedolare secca al 21% per una sola unità immobiliare che sale al 26% per le altre, introduzione di un Codice identificativo nazionale che però il ministero del Turismo non ha ancora attivato) i cui effetti andranno misurati nei prossimi mesi. Per fare il punto è utile guardare all’andamento del mercato negli ultimi cinque anni con riferimento a tre voci (numero di annunci, tasso di occupazione e prezzi) con dati elaborati per Il Sole 24 Ore da AirDNA, portale di statistiche e misurazioni di alloggi che raccoglie dati da Airbnb e Vrbo (Expedia) e da oltre 1,5 milioni di gestori di proprietà e host.
Nella fotografia del 2023 il comune con più alloggi disponibili resta la Capitale (22.080), in crescita rispetto al 2022 ma ancora indietro rispetto all’anno da primato per il turismo italiano: a Roma nel 2019 erano infatti oltre 30mila (-31%). A Milano c’è stato il maggior aumento dell’offerta per affitti brevi nel passaggio dal 2022 al 2023 (+48%) e il capoluogo lombardo è anche l’unico centro tra quelli monitorati, insieme a Torino, che è tornato ai livelli pre-pandemia: rispettivamente +5 e +22%.
A Firenze la giunta guidata da Dario Nardella (Pd) ha introdotto con una delibera urbanistica il divieto non retroattivo di utilizzare immobili con destinazione residenziale per affitti turistici brevi in tutta l’area Unesco del centro storico. Una norma contestata da più parti sulla quale si attende il giudizio del Tar Toscana al quale ha fatto ricorso un’associazione consumeristica. La stretta per ora non ha frenato la ripresa degli annunci per la città d’arte che nel 2023 sono cresciuti del 20% sull’anno precedente ma restano comunque di un quarto inferiori rispetto al 2019.
Un primo riflesso dell’intervento fiorentino si può forse leggere nelle presenze turistiche dei comuni intorno a Firenze che a gennaio 2024 hanno fatto segnare un +4,5% su gennaio 2023 con un +25% di stranieri (dati del Centro Studi Turistici relative all’Ambito turistico dell’area fiorentina che riguarda 17 comuni).