Affitti alle stelle e case che crollano: la crisi abitativa dei Campi Flegrei minaccia le famiglie sfollate
La doppia crisi dei Campi Flegrei: mentre il bradisismo crea paura, la speculazione immobiliare rende impossibile ricostruire una vita stabile
3' min read
I punti chiave
3' min read
La situazione abitativa, nelle zone flegree e in altre aree colpite dal bradisismo, rende difficile l’accesso a soluzioni stabili. Secondo i dati forniti dal Centro operativo comunale (Coc) di Pozzuoli, sono 151 le persone che hanno optato per una sistemazione autonoma. Il contributo previsto - per i cittadini destinatari di ordinanza di sgombero per inagibilità parziale o totale dell’edificio - è erogato mensilmente dal Comune. In base alla composizione del nucleo familiare varia da un minimo di 400 a un massimo di 1.200 euro al mese. Per il momento il decreto indica che il contributo sarà erogato per i prossimi 6 mesi. Ma la crescente speculazione sugli affitti rende il contributo statale, per la sistemazione, del tutto carente. A confermare questa escalation è anche un report di Immobiliare, che evidenzia a febbraio un’impennata dei prezzi del 17,62% rispetto allo stesso mese del 2024.
Un doppio colpo che minaccia non solo il presente ma anche il futuro di una popolazione già fragile, intrappolata tra un escalation crescente sui prezzi degli affitti e l’incertezza strutturale delle proprie case. Secondo il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, dei 442 milioni di euro previsti per l’edilizia pubblica, «200 vengono imputati alla quota Fsc già spettante alla Regione Campania, cioè si stanziano risorse sottraendole da fondi già destinati ai nostri territori. I 20 milioni per l’edilizia privata, poi, sono inadeguati».
Monteruscello: il quartiere dormitorio
Ad aggiungersi ad una situazione critica sono i supporti temporanei tramite alberghi, che spesso non riescono a rispondere alle necessità: «Pur essendo un sollievo temporaneo, Federalberghi (che ha accordi con le istituzioni locali), non è sempre in grado di offrire servizi adeguati. Ci sono stati molti casi in cui è stata rifiutata l’ospitalità a famiglie con particolari intolleranze alimentari o con animali domestici» ci dice Andrea Ponticelli (Potere al popolo) - attivo nel comitato degli abitanti di Monterusciello.
Tra gli hub che accolgono gli sfollati, quello di riferimento è sicuramente il PalaTrincone, palazzetto dello sport di Monterusciello. Un quartiere che avrebbe dovuto rappresentare la soluzione alla crisi bradisismica degli anni ’80. Oggi è simbolo di un fallimento gestionale. «Le case fabbricate, costruite più di 40 anni fa con prefabbricazione pesante, sono ormai in totale decadenza, con infiltrazioni d’acqua e strutture che rischiano di crollare» prosegue Ponticelli. La realizzazione, negli anni ’80 di alleggerire il peso demografico del centro storico di Pozzuoli verso le periferie, è una visione che non è mia stata realizzata. Oggi, Monterusciello è un quartiere dormitorio, privo di spazi di aggregazione e di socialità «l’unico spazio d’aggregazione è il palaTrincone ma che vive una conversione in hub per accogliere gli sfollati». Il fenomeno rischia di trasformare la zona in una polveriera sociale: le famiglie della periferia non solo si ritrovano in prefabbricati datati e in condizioni precarie, ma anche con un aumento degli affitti ingiustificato.
Un futuro incerto
Il rialzo degli affitti non è l’unica minaccia che incombe su queste comunità. Come avverte Ponticelli, la mancanza di un piano di intervento sismico adeguato rende il futuro incerto: seppur le scosse bradisismiche non siano particolarmente forti in alcune aree, come Monteruscello, non c’è un vero piano di prevenzione che possa affrontare l’imminente intensificazione del fenomeno.
