Agcom fa rimuovere da TikTok i video ancora in circolo di una sfida autolesionista
A seguito dell’intervento di Agcom TikTok ha rimosso gli ultimi video presenti sulla piattaforma relativi alla cosiddetta “cicatrice francese”.Un adeguamento spontaneo che risponde alle nuove norme
di Andrea Biondi
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Un intervento che ha permesso di eliminare gli ultimi video ancora rimasti visibili su TikTok della famigerata “cicatrice francese”. Quella sfida autolesionista fra i giovani ha avuto un seguito che definire preoccupante è anche riduttivo. Trend virale partito dalla Francia un anno fa per prendere piede anche in Italia con il risultato di migliaia di volti tumefatti da pizzicotti in viso così forti da causare un’autolesione.
Gli ultimi 6 video ancora visibili
Dapprima c’è stata una istruttoria dell’Autorità Antitrust nei confronti di Tik Tok. L’invio della documentazione all’Agcom è servita all’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni per arrivare all’ordine, seguito da un adeguamento spontaneo da parte di TikTok, di rimozione di 6 video ancora presenti sulla piattaforma, che riportavano immagini di ragazzi alle prese con la sfida della “cicatrice francese”.
L’adeguamento spontaneo di TikTok
TikTok si è adeguata, come detto spontaneamente, all’ordine di Agcom nei cinque giorni previsti dalle norme (il Testo unico Tusma 208/2021 e il regolamento attuativo 298/2023). «È il primo provvedimento adottato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – si legge in una nota di Agcom – in applicazione del nuovo regolamento sulle piattaforme, attuativo dell’art. 41, comma 7, del TUSMA (delibera n. 298/23/CONS)».
L’intervento Agcom sulle piattaforme
In base a quanto previsto dal Tusma e dal regolamento attuativo l’Agcom può intervenire per limitare la circolazione di programmi video generati dagli utenti e comunicazioni commerciali audiovisive diffusi su una piattaforma di condivisione video (VSP) e diretti al pubblico italiano, laddove si stabilisca che «questi contenuti siano nocivi per lo sviluppo psicofisico dei minori, oppure incitino all’odio o siano lesivi dei consumatori e ricorra una situazione di urgenza».
Tutte caratteristiche in cui rientra appieno la challenge che ha fatto alzare il livello di allarme lo scorso anno e arrivata fino a essere la prima “vittima” dell’azione Agcom che ha testato un suo primo intervento sulle piattaforme che ora apre a scenari tutti da verificare per il futuro.


