Satellitare

«Agcom vigila già su Starlink, accordo con Governo non cambierebbe nulla»

Parla il commissario Capitanio: «la tecnologia satellitare non è una novità in Italia» e «vige il principio in Europa di neutralità tecnologica»

Massimiliano Capitanio, commissario Agcom

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) -Un eventuale accordo tra Governo e Starlink, la società di Elon Musk che fornisce servizi satellitari, «non influirebbe sull’attività regolatoria di Agcom che si rivolge indifferentemente a tutti i fornitori di connettività agli utenti». Lo afferma Massimiliano Capitanio, commissario di Agcom, in un'intervista a Radiocor. D'altronde, in Europa, ricorda Capitanio, vige il principio della neutralità tecnologica e quindi «sono consentite tutte le modalità di erogazione del servizio internet, comprese le connessioni satellitari, compatibilmente con gli accordi internazionali». La tecnologia satellitare, peraltro, non è una novità in Italia e Agcom «vigila anche su Starlink».

L'ipotesi di accordo con Musk e le possibilità di Starlink in Italia sono state al centro anche delle domande alla conferenza stampa annuale di Giorgia Meloni, presidente del Consiglio. Meloni, precisando nuovamente che con Musk non c'è un accordo, ha anche confermato le interlocuzioni e sottolineato che al momento "non ci sono alternative e soprattutto rispetto al tema del privato o non privato: non ci sono alternative pubbliche».

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Come si pone Agcom di fronte alla regolazione della tecnologia satellitare, ora che se ne parla molto dopo l’ipotesi di accordo tra Governo e Starlink?

Vorrei premettere che la tecnologia satellitare non è in Italia una novità, non si tratta solo di Starlink, che ha dichiarato nel nostro Paese di avere circa 50mila clienti, ma ci sono tanti operatori che la offrono. Ad esempio, l’operatore satellitare Eutelsat offre i suoi servizi a molte società di telecomunicazioni per fornire ai clienti italiani la connessione. Un eventuale accordo tra Governo e Starlink non influirebbe sull’attività regolatoria di Agcom che si rivolge indifferentemente a tutti i fornitori di connettività agli utenti.

A quali frequenze si appoggia Starlink? 

Il satellitare è prevalentemente appoggiato alle frequenze a 28 gigaherts dove operano anche gli operatori Fwa e Wll. La delibera Agcom 426 del 2021 impone un coordinamento tra gli operatori per evitare interferenze. Qualora ci siano problemi, come successo tra Tim e Starlink, si va al Ministero per comporre la questione. Al momento gli operatori stanno lavorando senza particolare segnalazioni o criticità.

Cosa succederà alla scadenza dei diritti d’uso sulle frequenze nel 2029?

L’Agcom ha già concluso una consultazione pubblica preliminare in vista di tale scadenza. Vi partecipano numerosi soggetti tra cui Open Fiber, Fibercop, A2A, Viasat, Retelit, Wind, Amazon. E vi partecipa pure Starlink. Si tratta della prima di una serie di consultazioni per studiare o mettere a terra soluzioni regolamentari che potranno essere implementate o riferite al governo, per adottare le conseguenti decisioni. Questo lavoro consentirà di arrivare alla scadenza del 2029 preparati sugli scenari di mercato, compreso lo sviluppo della tecnologia satellitare.

Qual è, in conclusione, il ruolo regolamentare dell’Agcom in campo della tecnologia satellitare?

In Europa vige il principio della neutralità tecnologica e quindi sono consentite tutte le modalità di erogazione del servizio internet, comprese le connessioni satellitari, compatibilmente con gli accordi internazionali. Le società come Starlink possono operare in Italia dietro autorizzazione ministeriale e iscrivendosi al Roc e sono sottoposte a tutta una serie di vincoli per garantire la qualità del servizio, il diritto alla conciliazione degli utenti, la trasparenza delle offerte, senza dimenticare i filtri parentali per i minori e l’antipirateria. L’Agcom dunque verifica che ci siano tutti questi requisiti. Vigiliamo dunque anche su Starlink.

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