Ai magistrati il compito di decidere se trasformare il fine pena mai in una pena temporanea
Non ci saranno né la liberazione immediata degli ergastolani ostativi, né la sottrazione di strumenti di contrasto alla criminalità organizzata. Ma potrebbe essere restituita all’autorità giudiziaria la possibilità di esaminare i singoli casi
di Antonella Calcaterra *
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L’importante è non confondere le idee e non creare allarmismi.
Soprattutto è opportuno che non lo faccia chi è tecnico e ben sa cosa succederà in caso di una pronuncia della Corte Costituzionale che dovesse ritenere irragionevole la permanenza nel nostro ordinamento di una presunzione assoluta di pericolosità. Quella che fa si che sia vietato un esame delle persone, perché ritenute sempre e comunque pericolose, salvo che le stesse non collaborino con la giustizia.
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Sul piano pratico non ci saranno né la liberazione immediata degli ergastolani ostativi, né la sottrazione di strumenti di contrasto alla criminalità organizzata.
Semplicemente potrà essere restituita all’autorità giudiziaria la possibilità di esaminare le persone, la loro evoluzione e i percorsi detentivi; in sintesi i magistrati di sorveglianza riavranno il ruolo che gli compete per declinare i principi portati dall’articolo 27 della Costituzione.
Per trasformare, ove possibile, il fine pena mai in una pena eventualmente temporanea.

