Aeronautica

Airbus e Boeing cercano un accordo per dividersi Spirit Aerosystems

I due produttori stanno discutendo un accordo quadro sulle forniture di parte degli aerei di entrambi

di Mara Monti

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Riportare la produzione sotto il controllo diretto di Boeing limitando le esternalizzazioni. E’ questa una delle linee strategiche che il nuovo management sta cercando di avviare e che passa inevitabilmente sul riappropriarsi del controllo di uno dei suoi principali fornitori, la Spirit Aerosystems che fornisce parti dei Boeing 737 MAX dei 787 Dreamliner.

Tra i clienti di Spirit c’è anche il competitor di sempre Airbus a cui la società americana fornisce parti dell’A220 e dell’A350 e rappfersenta un quinto del fatturato di Spirit: un cambio di proprietà richiederà un coordinamento tra i due produttori per dividere le attività attraverso un accordo quadro che sarebbe in corso di discussione, secondo quanto pubblicato dalla Reuters.

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In caso di successo, qualsiasi accordo che coinvolga i due colossi aerospaziali porrebbe fine allo sforzo ventennale di Boeing di esternalizzare elementi chiave del suo processo produttivo per risolvere una crisi emersa all’indomani dell’incidente dell’Alaska Airlines lo scorso gennaio dopo l’esplosione di un portellone su un 737 MAX.

È raro che Airbus e Boeing collaborino direttamente, tranne che su questioni ambientali o di sicurezza, e non è chiaro se finora si siano incontrati faccia a faccia. Lo stabilimento di punta di Spirit a Wichita, in Kansas, si occupa della fornitura di parti del 737 MAX e dei 787. In quanto tale andrà a Boeing, indipendentemente dall’esito delle discussioni. Airbus, invece, è interessata alla fabbrica del materiale composito di Kinston in North Carolina, che si occupa della sezione centrale dell’A350 e della fabbrica di ali per l’A220 che escono dallo stabilimento di Belfast, in Irlanda del Nord.

Il produttore europeo. inizialmente riluttante a partecipare ai colloqui, si sarebbe convinta per evitare che Boeing venga in possesso della pianificazione e dei costi dell’A350, o che comunque la privi di risorse importanti. Spirit con un valore di mercato di quasi 4 miliardi di dollari, ha già avuto colloqui esplorativi con Tolosa per la vendita dello stabilimento in perdita di Belfast.

Il destino degli impianti più piccoli di Spirit in Marocco, Scozia e Malesia rimane meno chiaro e terze parti potrebbero farsi avanti per alcune delle attività.

Le ricadute in seguito all’incidente dell’Alaska Airlines stanno mettendo in gioco la reputazione di Boeing monitorato da vicino dalle compagnie aeree e dalle autorità americane del settore. A cominciare dalla FAA che ha messo un limite alla produzione del 737 MAX con una ricaduta sulle compagnie aeree che in attesa dei Max, hanno dovuto cambiare i loro piani.

Alcune compagnie aeree colpite dalla messa a terra del 737 MAX 9 in seguito all’incidente di gennaio stanno anche cercando un risarcimento: come nel caso della Alaska Airlines a cui Boeing ha pagato una prima tranche di risarcimento per 160 milioni di dollari.

L’incidente ha avuto un impatgto anche sul vertice del produttore americano che ha portato a un cambio della sua leadershp, un avvicendamento che in molti interpretano come l’inizio del lungo processo di ripresa per il produttore di aerei americano.

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