Aeronautica

Airbus frena sull’ idrogeno, ma non rinuncia all’idea: «Verso le emissioni zero»

Il ceo Guillaume Faury: «Ci vorrà più tempo, ma siamo ambiziosi»

Airbus CEO Guillaume Faury speaks during the Airbus summit 2025 at the Airbus headquarters in Toulouse, southern France, on March 24, 2025. (Photo by Ed JONES / AFP)

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TOLOSA. Dal nostro inviato

Non dire ad Airbus che il progetto di aereo regionale alimentato ad idrogeno è sospeso: «È solo posticipato in attesa che l’ecosistema sia pronto per riceverlo». Lo stesso vale per l’aero taxi City Airbus NextGen, l’eVTol del produttore europeo: «Continuiamo ad investire in entrambi i progetti», ha detto il ceo di Airbus Guillaume Faury, ma per ora nessuna scadenza è stata fissata dopo avere cancellato quella del 2035 un mese fa. Nel frattempo, il mondo sta cambiando e in questo scenario sempre più frammentato, l’industria aeronautica rischia di non raggiungere l’obiettivo di eliminare totalmente le emissioni nocive di carbonio entro il 2050. «Non credo che ci sbagliamo a perseguire l’obiettivo dell’azzeramento delle emissioni entro il 2050 - ha dichiarato Faury -. Forse ci vorrà un po’ più di tempo, ma restiamo ambiziosi».

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L’occasione è stato il meeting annuale sulla sostenibilità di Airbus, durante il quale è stato ribadito l’impegno del gruppo aeronautico sullo sviluppo di una nuova generazione di aerei più green entro la seconda metà della prossima decade. L’aviazione, che rappresenta il 2%-3% delle emissioni globali di emissioni nocive, è uno dei settori più difficili da decarbonizzare, per i problemi sia tecnici sia infrastrutturali e di regolamentazione che rallentano cambiamenti nella progettazione.

Le ragioni del ritardo

Faury ha colto l’occasione per spiegare nel dettaglio le ragioni del ritardo. Sebbene Airbus sia in grado di costruire l’aereo a cui sta lavorando, al momento il progetto non sarebbe commercialmente fattibile su larga scala: non c’è un quadro regolamentare, né sono stati compiuti progressi verso la produzione di una quantità sufficiente di idrogeno pulito. «Siamo arrivati troppo presto, ma la direzione è quella giusta».

L’utilizzo del Saf (Sustainable Aviation Fuel) resta per ora l’unica soluzione disponibile, ma è ancora troppo costoso e in quantità non sufficienti da soddisfare le richieste del settore, mentre dall’altra parte dell’Oceano il Presidente Donald Trump punta a eliminare i sussidi per i carburanti puliti. «Non è solo una questione di tecnologia. È una questione di volontà», ha dichiarato Bertrand Piccard, scienziato e presidente della Fondazione Solar Impulse, con cui Airbus Foundation ha stretto una collaborazione.

Nuova generazione di aerei

Se si esclude il progetto di aereo alimentato ad idrogeno, lo sviluppo della nuova generazione di aerei va nella direzione di contenere più plastica e meno alluminio per essere più leggeri e consumare meno carburante. Gli ultimi programmi già utilizzano materiale composito, arrivando fino al 30%, percentuale che «in futuro è destinata ad alzarsi perché il trend è di sostituire le parti metalliche con i materiale composito - spiega Karim Mokaddem, Airbus head Aircraft of Tomorrow R&T -. Tutto il settore sta studiando come ridurre la massa dell’aereo e come utilizzare un materiale più leggero, ad esempio, per la fusoliera e per le ali del velivolo» ed avere un impatto importante sui consumi. «Stiamo investendo molto, il progetto non è stato sospeso abbiamo solo rivisto le scadenze in linea con gli sviluppi del settore». ha ribadito il manager. Oltre alla plastica, anche i materiali che assorbono anidride carbonica sono allo studio, ma l’impatto più importante si avrà sui motori di nuova generazione a partire dal nuovo propulsore che arriverà a risparmiare fino al 20% di carburante.

Nel frattempo, Airbus resta impegnata nel progetto di un aereo alimentato a idrogeno che sia soprattutto commercialmente competitivo: «Siamo assolutamente convinti che sarà il carburante del futuro per il trasporto aereo - ha dichiarato Faury -. Ma per il suo lancio c’è ancora molto lavoro da fare».

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