Respinta la sfiducia a Speranza. Fi-Lega: mozioni inutili, serve una commissione d’inchiesta
Al Senato bocciate le tre mozioni contro il ministro (una Fratelli d’Italia) ma 49 assenti tra Fi e Lega. Il ministro: in un grande Paese non si fa politica sull’epidemia
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I punti chiave
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Con 29 voti a favore, 221 contrari e tre astensioni, l’aula del Senato ha respinto la mozione di sfiducia al ministro della Salute, Roberto Speranza, proposta da Fratelli d'Italia. Dopo la lunga giornata di martedì segnata dalla battaglia degli ordini del giorno sulla modifica al coprifuoco e finita con una mediazione nella maggioranza, era questo il secondo passaggio del duello tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni per la supremazia nel centrodestra.
Il ministro nel suo intervento in Aula lo ha sottolineato: «Nessuno dovrebbe mai dimenticare che il nemico è il virus e che dovremmo essere più uniti che mai nel combatterlo, evitando di cadere nella tentazione di utilizzare la lotta alla pandemia per ragioni strumentali». Per poi aggiungere: «In un grande Paese non si fa politica su una grande epidemia». Bocciate anche la mozione proposta dal senatore Gianluigi Paragone, ex M5s e ora al gruppo misto (29 sì, 206 no e due astensioni) e quela di Alternativa c’è (28 favorevoli, 204 voti contrari e 2 astenuti). Guardando i numeri della prim votazione spiccano le assenze. In particolare, nella Lega non hanno votato 25 senatori di cui 11 in missione o congedo e 14 non partecipanti al voto (spesso pur essendo presenti in aula). Tra i forzisti, si contano 24 assenze cioè 6 senatori in missione o congedo e 18 che non hanno partecipato al voto.
Il duello nel centrodestra
Come l’ordine del giorno che chiedeva al governo di impegnarsi per la cancellazione del coprifuoco (sul quale Forza Italia e Lega non hanno votato), anche uno dei tre documenti contro il ministro della Salute è stato presentato da Fratelli d’Italia (un secondo testo a firma di Paragone, leader di Italexit, e una terza mozione del senatore Mattia Crucioli di Alternativa c’è). Gli azzurri avevano fatto sapere da subito che non avrebbero votato la mozione di sfiducia. Salvini, invece, si era tenuto coperto: un eventuale “sì” alla sfiducia porterebbe automaticamente la Lega fuori dalla maggioranza di governo. Ipotesi che il leader del Carroccio non prende in considerazione.
Una commissione d’inchiesta
Così la posizione del «centrodestra di governo» viene annunciata in una nota congiunta Fi-Lega in cui si conferma la fiducia al presidente del Consiglio Mario Draghi e viene definito «improduttivo il ricorso a mozioni di sfiducia individuali (che non hanno alcuna possibilità di successo)». La proposta è istituire «fin da oggi una commissione di inchiesta sulla gestione della pandemia da parte del ministero della Salute».
Su Twitter Salvini scrive un messaggio che sembra aindirizzato anche a Fratelli d’Italia: «Abbiamo annunciato in Senato la presentazione di un disegno di Legge per una commissione di inchiesta sul piano pandemico e sul comportamento del Ministero della Salute e del ministro Speranza. Conto che tutti ci diano una mano.Questo vale dieci volte di più di una mozione».


