al sud cala la mortalitÀ delle imprese nel 2023
Diario di bordo dell’economia - Centro studi Guglielmo Tagliacarne
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Il 2023 si chiude per il Sud (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) con una espansione del proprio sistema imprenditoriale, con una crescita su base annua dello 0,78%. Dati positivi, soprattutto se confrontati con il tasso di crescita delle imprese italiane (+0,70%), del Nord-Ovest (+0,11%), del Nord-Est (+0,55%), ma inferiore al tasso di crescita della Lombardia (+1,12%).
La zona si caratterizza per una modesta vivacità imprenditoriale, infatti il tasso di natalità delle imprese, pari a 4,70 imprese nate ogni 100 esistenti all’inizio del 2023, è inferiore se confrontato con i valori a livello nazionale (5,18), del Nord-Est (5,26), del Nord-Ovest (5,26) e della Lombardia (5,98). D’altronde è il basso tasso di mortalità che spiega la crescita delle imprese del periodo, pari a 3,92 imprese cessate ogni 100 all’inizio del 2023, ampiamente al di sotto del valore nazionale (4,49), del Nord-Est (4,71), del Nord-Ovest (5,15) e della Lombardia (4,86).
Le regioni che guidano la crescita sono sicuramente la Campania che registra un tasso di crescita dell’1,04%, la Sardegna (+0,91%), la Puglia (+0,82%) e la Sicilia (+0,52%). In particolare, Campania e Puglia sono caratterizzate da una vivacità imprenditoriale maggiore della media di zona con tassi di natalità pari rispettivamente a 5,02 (imprese nate ogni 100 esistenti all’inizio del 2023) e 4,95. Il sistema imprenditoriale meridionale è caratterizzato da un’incidenza di società di capitale pari al 28,2%, valore minore alla media italiana (31,2%) e alla Lombardia (39,6%), ma superiore al Nord-Est e Nord-Ovest (rispettivamente 27,6% e 21,7%). Dai dati emerge come la Campania sia la regione con un sistema più strutturato, con una quota di società di capitale pari al 33,9%.
Il Sud inoltre presenta un’incidenza di imprese giovanili sul totale delle imprese pari al 9,8%, superiore alla media italiana (8,4%) e alle altre macroaree (Nord-Est 7,6%, Nord-Ovest 8,5%, Lombardia 7,9%). Campania e Calabria sono le uniche regioni dove la quota di imprese giovanili supera il 10% con valori rispettivamente del 10,7% e del 10,3%. Il Sud Italia comunque rimane la macroarea con la maggior propensione all’imprenditoria giovanile (Imprese giovanili registrate sulla popolazione residente 18-34 anni al 31 dicembre 2023) con un valore pari a 5,44 ogni 100 residenti. Come in tutte le altre zone d’Italia, tra il 2011 e il 2023, si registra una diminuzione della propensione all’imprenditoria giovanile: si passa da 6,38 imprese ogni 100 residenti a 5,44. La riduzione risulta comunque inferiore ai valori nazionali (da 6,11 a 4,88).
Il calo è dovuto a diverse motivazioni. Si riducono in primo luogo, tra il 2011 e il 2023, le imprese giovanili del -29,4%, calo di poco superiore alla media italiana pari al -27,7%.
