Campania da scoprire

Al via i Borghi Saluti e Benessere, una rete per valorizzare i piccoli comuni

L’iniziativa lanciata dalla Regione e dalla Società Campana Beni Culturali punta a stimolare e supportare progetti di promozione territoriale valorizzando il patrimonio naturale e culturale

di Giulia Crivelli

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Non solo Napoli e non solo Costiera amalfitana, Cilento o Pompei. La Campania resta una regione da scoprire, per gli stranieri e forse anche per noi italiani. I numeri del 2023 sono molto positivi, come lo erano stati quelli del 2022: un’analisi presentata nel novembre scorso da Svimez indicava la Campania come la regione del Sud Italia più visitata dai turisti nell’anno precedente (18 milioni di persone in tutto). La tendenza contenuta nello studio di Svimez (l’associazione per lo Sviluppo dell’industria e del Mezzogiorno) si è confermata nel 2023 e a Napoli, in particolare, si è vista una netta ripresa dopo i tempi bui del Covid, con le presenze di turisti in città che hanno quasi eguagliato quelle registrate prima della pandemia.

Oltre Napoli e la Costiera Amalfitana

Non solo Napoli, Pompei e Costiera, però, dicevamo: per ampliare gli orizzonti di chi vuole visitare la Campania è nato il progetto Borghi Salute e Benessere (BSB), un’iniziativa promossa dalla Regione Campania e da Scabec (Società Campana Beni Culturali) Protagonisti del progetto, al quale è associato il marchio BSB, sono i comuni campani con meno di 20mila abitanti, che in totale sono 462. Di questi, 336 (il 69%) hanno già presentato domanda per ottenere il marchio BSB, strumento con il quale avviare delle attività di promozione territoriale che comunichino ai potenziali visitatori la possibilità, appunto di un’esperienza di vita salutare e culturalmente stimolante. Forse meglio non scomodare il latino (che resta ostico a molti turisti stranieri) e utilizzare l’acronimo BSB. Ma potremmo dire che per noi italiani, in fondo, si tratta di mettere in pratica uno dei precetti della cultura dell’antica Roma: mens sana in corpore sano, locuzione usata per la prima volta nelle Satire di Giovenale, poeta vissuto nel Lazio e a Roma tra il 50 e il 127 dopo Cristo.

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Calitri

I comuni coinvolti

Tornando ai comuni che hanno aderito finora: sono rappresentativi delle cinque province campane (Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno), ne attraversano i territori e insieme contano oltre un milione di abitanti, un sesto circa dell’intera regione e un terzo di Napoli. La varietà dei 336 borghi riflette quella della regione e molti dei loro nomi sono poco conosciuti: si va dai comuni casertani più al nord della Campania, come San Gregorio Matese, Conca della Campania e Piedimonte Matese, a quelli dell’ampia provincia salernitana, tra i quali Petina, Stio, Olevano sul Tusciano, Alfano e Castel San Lorenzo. In mezzo, la verde Irpinia, rappresentata da alcuni piccoli comuni come Atripalda, Pietrastornina e Torrioni; l’area sannita, con Morcone, Paupisi, Ponte e altri ancora e, infine, i borghi napoletani, come Casamicciola (sull’isola di Ischia) e Casamarciano. Proprio per la diversità dei comuni, la Regione e Scabec hanno elaborato una “rete di sottoreti”, 48 in tutto, che aiuteranno i visitatori a scegliere itinerari o singoli borghi più vicini alle loro esigenze.

Ceppaloni

Gli obiettivi del progetto

Gli obiettivi del progetto BSB sono ambiziosi e toccano molti punti critici dell’approccio al turismo che l’Italia tutta – non solo la Campania – ha bisogno di affrontare. Si va dal valorizzare il patrimonio edilizio per accrescere la capacità ricettiva della rete mediante strutture alberghiere, al favorire la costituzione di un’offerta enogastronomica di qualità. Questa offerta c’è già, si potrebbe dire. Vero, basti pensare che nel 2017 l’arte del pizzaiolo napoletano, di cui la pizza napoletana è il prodotto tangibile, è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità. Ma è altrettanto vero che le ricchezze enogastronomiche sono moltissime altre, oltre a pizza e mozzarella, e che offrire percorsi specifici può attrarre chi cerca qualcosa di più. Altro obiettivo del progetto BSB è promuovere la conoscenza delle tradizioni contadine e dell’artigianato locale, nonché prevedere una pluralità di eventi culturali e di visite organizzate presso siti religiosi. Se il turismo in generale è considerato una risorsa solo in parte valorizzata, quello religioso è una “risorsa nella risorsa”. Da un’indagine dell’Isnart, l’Istituto nazionale sulle ricerche turistiche, in Italia ci sono circa 5,6 milioni di visitatori ogni anno che si muovono per motivi religiosi, 3,3 milioni dei quali stranieri, soprattutto europei. Se la meta più ambita resterà sempre il Vaticano, anche la Campania può valorizzare i suoi moltissimi grandi e piccoli santuari, abbazie, monasteri. Ma del progetto BSS fanno parte anche obiettivi molto pratici, giustamente, come pianificare un modello di arredo territoriale (cartellonistica, insegne, totem) e garantire un’adeguata informazione sui servizi pubblici.

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