Moda

Alberta Ferretti lascia la guida del suo marchio dopo 43 anni

Per la designer, fondatrice del Gruppo Aeffe e alla sua guida insieme al fratello Massimo, si tratta di «una scelta difficile ma ponderata». Il gruppo romagnolo, che controlla anche Moschino, è da tempo in cerca del rilancio

La stilista Alberta Ferretti  (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

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Dopo 43 anni, Alberta Ferretti lascia la direzione creativa del marchio che porta il suo nome, nato nel 1981 nell’ambito del Gruppo Aeffe, fondato dalla famiglia a Cattolica e guidato alla designer insieme al fratello Massimo.

«Cari colleghi e amici, era l’anno 1981 quando una giovane donna con tanti sogni e passioni portava per la prima volta una sua collezione in passerella. Quei momenti li ricordo come se fossero ieri. Alberta di quel giorno è per tanti versi ancora Alberta di oggi, anche se nel frattempo un piccolo business familiare è diventato un’azienda con 1500 dipendenti»: inizia così la lettera con cui Alberta Ferretti annuncia la decisione di lasciare la guida creativa, ma non l’azienda, e prosegue: «Il 17 settembre avete assistito alla mia ultima sfilata (quella della collezione PE 2025, che si è tenuta il primo giorno della settimana della moda di Milano, ndr). Si, è per me tempo di lasciare spazio ad un nuovo capitolo per il mio brand, a una nuova narrativa».

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Alberta Ferretti, la collezione per la PE 2025

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La designer definisce la sua una scelta «difficile, complicata, molto ponderata» e conferma che «con entusiasmo continuerò a svolgere le mansioni del mio ruolo di Vicepresidente del Gruppo Aeffe, e al contempo mi dedicherò alle mie grandi passioni, tra cui l’arte». L’azienda comunicherà «a breve il nome della persona scelta per continuare a scrivere la storia del brand Alberta Ferretti». Alberta Ferretti è stata nominata Cavaliere del Lavoro nel 1998, ha ricevuto una laurea ad Honorem in Conservazione di Beni Culturali per il recupero del Castello di Montegridolfo nel 2000 e nel 2005 il premio alla Carriera e il Premio “The Romantics” consegnatole da Anna Wintour. Nel 2018 aveva firmato anche le divise per Alitalia.

Il marchio è il principale del gruppo - che controlla anche Philosophy di Lorenzo Serafini, Moschino e Pollini, è quotato al segmento Euronext STAR Milan e ha circa 1300 dipendenti - e che da tempo cerca il rilancio dopo decenni di grande successo, ottenuto non solo sulle passerelle ma anche grazie ai marchi prodotti in licenza, da Enrico Coveri a Jean-Paul Gaultier fino a Moschino, maison di cui il gruppo romagnolo ha rilevato la proprietà nel luglio del 2021 e che è stata indicata dal presidente Massimo Ferretti come quella su cui Aeffe sta puntando con più energia. Lo scorso gennaio Adrian Appiolaza è stato nominato alla guida creativa del marchio fondato da Franco Moschino nel 1983, a seguito dell’improvvisa scomparsa di Davide Renne.

I primi sei mesi del 2024 sono stati chiusi con un calo dei ricavi a doppia cifra e redditività in caduta: al 30 giugno 2024 Aeffe ha registrato ricavi consolidati per 138,6 milioni di euro, in discesa del 14,6% a cambi costanti ( e del 14,9% a cambi correnti) rispetto a 162,9 milioni del periodo gennaio-giugno 2023. In forte calo anche l’Ebitda consolidato, passato dagli 8,5 milioni del 2023, pari al 5,2% dei ricavi, ai 400mila euro del primo semestre 2024, pari allo 0,3% dei ricavi. Aumentano anche le perdite nette - passate dagli 11,7 milioni del 1° semestre 2023 ai 20,4 milioni del 2024 - mentre l’indebitamento finanziario netto (comprensivo dell’effetto Ifrs), ammonta a 231,1 milioni di euro, in calo rispetto ai 253,5 milioni a fine anno 2023. (Ch.B.)

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