ENERGIA RINNOVABILE IN BORSA

Alerion: così resistiamo alla crisi da Covid-19 con l’energia del vento

L’acquisizione di impianti terrestri si affianca alla principale strategia di sviluppo e costruzione delle infrastrutture. Il Covid-19 schiaccia il prezzo dell’energia, ma la società dice che anche a queste quotazioni ha margini di profitto

di Vittorio Carlini

6' min read

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Da un lato: proseguire nell’M&A, seppure con un approccio più opportunistico, dei parchi eolici terrestri. Dall’altro: aumentare lo sviluppo organico delle stesse “wind farm” (sempre “onshore”). Sono tra le mosse di Alerion, società attiva nella produzione di energia elettrica (eolica) e non soggetta quindi alla “serrata” del Governo, finalizzate al sostegno del business.

Il gruppo, a ben vedere, nell’ultimo esercizio ha realizzato diverse acquisizioni. La società, di cui la “Lettera all’investitore” ha sentito i vertici, ha concluso lo shopping di tre parchi (uno in Spagna) per una potenza installata lorda di 156 Mega Watt. Inoltre, lo scorso febbraio, ha portato a termine l’M&A di ulteriori 90 MW. Una mossa che, unitamente all’entrata in esercizio nel 2019 di tre strutture sviluppate organicamente, ha consentito ad Alerion di raggiungere (al 29/2/2020) una potenza installata complessiva lorda di 684 Mega Watt.

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L’attività di M&A
Di là dai numeri specifici, appare chiaro che la crescita per linee esterne recita un ruolo primario nell’espansione del business. Si tratta di una strategia che proseguirà? Il gruppo risponde positivamente. Seppure, nell’ottica di medio-lungo periodo, l’approccio diventa più opportunistico. Nel 2019 le acquisizioni hanno consentito un salto di dimensione che, altrimenti, sarebbe stato difficile realizzare in poco tempo. Ciò detto le occasioni, in un settore contraddistinto in ogni caso dal consolidamento, non sono così frequenti.

Un ruolo importante, poi, lo gioca il Covid-19. Vale a dire: bisognerà vedere quale sarà il suo impatto sull’M&A. Di certo i fondi d’investimento, molto presenti in questo settore, devono fronteggiare la crisi finanziaria dovuta alla pandemia. Di conseguenza i soggetti prettamente industriali come Alerion acquisiscono dei vantaggi. E, però, le operazioni di acquisizione necessitano, ad esempio, di incontri “vis a vis” che allo stato attuale sono difficili da realizzare. Ad oggi, può dirsi, il comparto è in una fase d’attesa.

BILANCI A CONFRONTO

Dati in milioni

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Stati e acquisizioni
In generale comunque Alerion, rispetto allo shopping, guarda in particolare alla Spagna e, successivamente, all’Italia. Più difficile, invece, l’ipotesi di eventuali mosse in Romania dove l’obiettivo è soprattutto la crescita per linee interne (in Bulgaria, altro Paese dove Alerion è presente, lo sviluppo del business è considerato più residuale).

La disponibilità
Fin qui l’impostazione generale e i Paesi cui guardare. Quale però il “tesoretto” cui Alerion può contare per l’M&A? Rispetto a questo tema deve ricordarsi che, a fine del 2019, il gruppo ha emesso un green bond del controvalore di 200 milioni. Di questi circa 90 sono stati già impiegati per l’ultima acquisizione realizzata a febbraio. Sia ben chiaro: l’obbligazione non è finalizzata a sostenere specificatamente l’M&A, bensì l’espansione in senso lato dell’azienda. Ciò detto Alerion, considerando circa 100 milioni rimasti e che i parchi eolici dove il project finance è concluso possono essere usati come collaterale, indica che la sua disponibilità può arrivare fino a 300 milioni.

EVOLUZIONE DELL’EBITDA

Dati in milioni

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Crescita per linee interne
Dall’espansione per linee esterne alla crescita organica. Alerion, per l’appunto, vuole spingere sullo sviluppo e realizzazione dei parchi eolici (vedere domanda in basso). Ad oggi, con un diverso livello d’avanzamento nell’iter di autorizzazione e realizzazione, il gruppo ha in portafoglio progetti per circa 1.000 Mega Watt.

Tutto semplice come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complessa. È noto che riguardo alla realizzazione d’infrastrutture, quali sono i parchi eolici, il fenomeno del “Not in my back yard” (Nimby, “non nel mio cortile”) è diffuso. Un’opposizione delle realtà locali che può limitare lo sviluppo previsto.

Alerion, pure consapevole del tema, si dice pronta a gestirlo. Dapprima, viene ricordato, il suo recente track record mostra che è in grado di completare nuovi parchi: nel 2019 ne sono entrati in funzione tre. Inoltre il gruppo sottolinea la flessibilità e ampia articolazione dei progetti in portafoglio. Una caratteristica che, da un lato, permette di abbandonare sviluppi di parchi con poca visibilità futura per accelerare (o sostituirli ) con quelli più promettenti; e, dall’altro, di garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati. Infine, sottolinea sempre Alerion, la sua presenza internazionale, ad esempio in Romania, è un ulteriore aspetto che agevola lo sviluppo di nuovi “wind farm”. In tal senso la società ricorda dapprima che, nel maggio prossimo, partirà la costruzione di un parco “onshore” da circa 50 MW in Puglia. E poi dice che, entro 5 anni, almeno il 50% dei progetti in pipeline potrà essere realizzato.

DATI OPERATIVI

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I conti aziendali
Fin qui alcune considerazioni riguardo l’M&A  e la crescita organica. Il risparmiatore, tuttavia, è interessato anche alla dinamica contabile del gruppo.

Alerion, nel 2019, riguardo al conto economico è stata contraddistinta da giro d’affari e redditività in rialzo. I ricavi totali si sono assestati a 71,8 milioni rispetto ai 59 di un anno prima. L’Ebitda è salito a 53,9 milioni (+19%) mentre l’utile netto consolidato è arrivato a 21,4 milioni (erano 3,4 milioni al 31/12/2018). Insomma: le voci di conto economico rappresentano una realtà in crescita.

Riguardo, invece, ai dati dello stato patrimoniale deve rilevarsi la salita dell’indebitamento finanziario netto: dai 226,9 milioni di fine 2018 si è passati ai 407,2 del 31 dicembre scorso. Una dinamica che ha portato il rapporto tra Debito netto ed Ebitda al livello di 7,5 volte. Un valore molto elevato. Alerion, pure conscia della situazione, invita ad un’analisi più approfondita. Il livello del rapporto è l’effetto della voluta strategia sugli investimenti finalizzati alla crescita. Nel 2019, è l’indicazione, sono stati realizzati esborsi in conto capitale per 140,6 milioni. Questi Capex però, viene spiegato, non potevano dare immediatamente i loro benefici sulla redditività del 2019. Di qui la salita del “Net debt to Ebitda”. L’impatto, dice sempre Alerion, si avrà nel 2020 dove, considerando la media della forchetta indicata nella guidance, il rapporto tra Debito netto e Mol calerà a fine anno intorno al livello di 5 volte. Poi l’obiettivo è di contenere il rapporto al di sotto di 4,5 volte. Si tratta, può ulteriormente obiettarsi, di valori che restano elevati. Non è così, ribatte Alerion. Il livello del “Net debt to Ebitda” dev’essere sempre valutato in relazione alla tipologia del business. Per l’attività del gruppo, contraddistinta da una forte generazione di flussi di cassa, il rapporto è assolutamente sostenibile.

I NUMERI PATRIMONIALI

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Pandemia
Infine il Covid-19. La gelata sull’economia globale, in particolare quella italiana, ha comportato la discesa del prezzo dell’energia che si aggira, nel mercato domestico, intorno ai 30 euro al MWh. Una contrazione, è la preoccupazione, che potrebbe dare fastidio al business delle rinnovabili, compreso il “wind on shore” di Alerion. La società rigetta il dubbio. In primis perchè in media il costo marginale del MWh del gruppo è intorno a 20 euro. Quindi l’attuale prezzo dell’energia non crea problemi. Poi perchè, è la previsione dell’azienda, l’emergenza legata al virus è contingente e lo stesso prezzo risalirà. Inoltre perchè, rispetto agli impianti in funzione, la grande parte: o ha ancora gli ex certificati verdi oppure ha il sistema di tariffazione fissa. Nel primo caso l’eventuale attuale calo del prezzo dell’energia verrà, nel 2021, parzialmente controbilanciato. Nel secondo, invece, il prezzo di vendita dell’energia è fissato a 60 euro a MWh per 20 anni. In conclusione Alerion, su questo fronte, non vede alcun particolare problema.A fronte di ciò quali allora le prospettive sul 2020? La società conferma le guidance per fine anno: l’Ebitda consolidato compreso tra 85 e 95 milioni e il risultato netto consolidato tra 18 e 23 milioni. Il rosso della Posizione finanziaria Netta consolidata (incluso il fair value dei derivati) al 31 dicembre 2020 è, dal canto suo, stimato tra 490 e 520 milioni.

Domande & Risposte

Quali sono le diverse fasi per la realizzazione di parco eolico terrestre?
La prima fase consiste nell’analisi dei siti per valutarne la ventosità. Successivamente, nel caso sia individuata un’area che ha le giuste condizioni tecniche, vengono da un lato avviate le procedure che riguardano i terreni; e, dall’altro, è avviato l’iter amministrativo. Nel caso in cui si arrivi all’autorizzazione finale inizia la costruzione vera e propria del parco che avviene in project financing. In media per la costruzione di una “wind farm” terrestre ci vogliono 5-6 anni.

Alerion è attiva solo nell’eolico on shore. Il gruppo pensa ad ampliare il suo oggetto sociale?
È in ipotesi, ma non nel 2020, l’ingresso nel solare. È da escludersi, invece, l’opzione dell’eolico “off shore” (in mare) in quanto quest’ultima attività richiede un’alta e specifica specializzazione che distoglierebbe inutili energie dal core business.

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