Alerion: così resistiamo alla crisi da Covid-19 con l’energia del vento
L’acquisizione di impianti terrestri si affianca alla principale strategia di sviluppo e costruzione delle infrastrutture. Il Covid-19 schiaccia il prezzo dell’energia, ma la società dice che anche a queste quotazioni ha margini di profitto
di Vittorio Carlini
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Da un lato: proseguire nell’M&A, seppure con un approccio più opportunistico, dei parchi eolici terrestri. Dall’altro: aumentare lo sviluppo organico delle stesse “wind farm” (sempre “onshore”). Sono tra le mosse di Alerion, società attiva nella produzione di energia elettrica (eolica) e non soggetta quindi alla “serrata” del Governo, finalizzate al sostegno del business.
Il gruppo, a ben vedere, nell’ultimo esercizio ha realizzato diverse acquisizioni. La società, di cui la “Lettera all’investitore” ha sentito i vertici, ha concluso lo shopping di tre parchi (uno in Spagna) per una potenza installata lorda di 156 Mega Watt. Inoltre, lo scorso febbraio, ha portato a termine l’M&A di ulteriori 90 MW. Una mossa che, unitamente all’entrata in esercizio nel 2019 di tre strutture sviluppate organicamente, ha consentito ad Alerion di raggiungere (al 29/2/2020) una potenza installata complessiva lorda di 684 Mega Watt.
L’attività di M&A
Di là dai numeri specifici, appare chiaro che la crescita per linee esterne recita un ruolo primario nell’espansione del business. Si tratta di una strategia che proseguirà? Il gruppo risponde positivamente. Seppure, nell’ottica di medio-lungo periodo, l’approccio diventa più opportunistico. Nel 2019 le acquisizioni hanno consentito un salto di dimensione che, altrimenti, sarebbe stato difficile realizzare in poco tempo. Ciò detto le occasioni, in un settore contraddistinto in ogni caso dal consolidamento, non sono così frequenti.
Un ruolo importante, poi, lo gioca il Covid-19. Vale a dire: bisognerà vedere quale sarà il suo impatto sull’M&A. Di certo i fondi d’investimento, molto presenti in questo settore, devono fronteggiare la crisi finanziaria dovuta alla pandemia. Di conseguenza i soggetti prettamente industriali come Alerion acquisiscono dei vantaggi. E, però, le operazioni di acquisizione necessitano, ad esempio, di incontri “vis a vis” che allo stato attuale sono difficili da realizzare. Ad oggi, può dirsi, il comparto è in una fase d’attesa.
Stati e acquisizioni
In generale comunque Alerion, rispetto allo shopping, guarda in particolare alla Spagna e, successivamente, all’Italia. Più difficile, invece, l’ipotesi di eventuali mosse in Romania dove l’obiettivo è soprattutto la crescita per linee interne (in Bulgaria, altro Paese dove Alerion è presente, lo sviluppo del business è considerato più residuale).


