Alfani (Versalis): «Acceleriamo sulla circolarità e saremo certificati al 100%»
L'amministratore delegato della società del gruppo Eni impegnata nei settori della petrolchimica e della chimica da fonti rinnovabili parla dei prossimi obiettivi a SustainEconomy.24
di Alessandra Capozzi
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Versalis, la società della chimica di Eni, vuole diventare una società completamente differenziata e sostenibile premendo sull'acceleratore della diversificazione, della decarbonizzazione e della chimica verde. E punta ad essere, a breve, una società certificata ISCC Plus (International Sustainability and Carbon Certification) . L'amministratore delegato, Adriano Alfani, in un'intervista a SustainEconomy.24, report de Il Sole 24 Ore Radiocor e Luiss Business School, delinea il percorso che parte dagli investimenti per i siti italiani ma guarda alle opportunità di portafoglio di prodotti – dopo lo sbarco nel settore dei disinfettanti durante il Covid – e sui mercati esteri.
Versalis vuole giocare un ruolo chiave nella transizione economica verso un modello di crescita sostenibile. Qual è il vostro percorso?
«La nostra visione è quella di diventare una società completamente differenziata e sostenibile; chiaramente è un obiettivo, come per tutte le aziende, sempre molto ambizioso, però, siamo sicuri che, con le nostre persone - abbiamo più di 5.000 talenti - un forte know how e una grande capacità di innovazione tecnologica nonché importanti partnership strategiche, raggiungeremo il nostro obiettivo e la nostra visione. Versalis fa parte di un grosso gruppo, come l'Eni, che ha chiaramente definito già la sua strategia e, come Versalis, non possiamo che andare in quella direzione nonché anche allinearsi a quelli che sono gli obiettivi dell'industria chimica europea. Lo vogliamo fare attraverso tre pilastri: perseguire la specializzazione e la diversificazione del portafoglio nell'ottica, chiaramente, della sostenibilità economica; dedicare un'attenzione importante alla decarbonizzazione e ottimizzazione dei processi per aumentare l'efficienza e la produttività; lo sviluppo della chimica circolare da fonti rinnovabili. Il nostro obiettivo è quello di chiudere il ciclo, vale a dire, ridurre gli sprechi ma soprattutto valorizzare il prodotto quando ha raggiunto la sua fine vita. Ma, oltre l'obiettivo, bisogna definire il percorso e noi lo abbiamo già iniziato da diverso tempo, abbiamo già sviluppato e commercializzato dei prodotti che derivano dal riciclo meccanico e vogliamo lavorare sulla complementarietà di diverse tecnologie di riciclo, meccanico e chimico. Un altro importante pilastro è quello della chimica da fonti rinnovabili, la chimica verde, e abbiamo già due piattaforme tecnologiche».
Sul fronte dei prodotti, dalla circolarità dei rifiuti all'apporto nell'emergenza Covid, quali sono le ultime novità e i progetti cui state lavorando?
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