Sistema istituzionale

Alla scoperta della complessa macchina dello Stato

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Eco lo ammirava nei sommi del XIX secolo, come Manzoni o i Russi: il saper padroneggiare sia i movimenti larghi, sia i dettagli sfuggenti di una macchina molto complessa, cioè il grande romanzo storico.

Stesse sapienti modulazioni nel respiro narrativo di Governare le fragilità. Istituzioni, sicurezza nazionale, competitività, il libro di Roberto Garofoli e Bernardo Giorgio Mattarella che esplora le politiche pubbliche e il disegno organizzativo dello Stato italiano in questi ambiti, evidenziandone criticità funzionali e vie d’uscita.

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Il metodo di analisi è limpido, nella sua struttura triadica: «Ricognizione dei fattori di trasformazione in atto (internazionali, economici, tecnologici, ambientali); individuazione delle nuove politiche che quei cambiamenti hanno già imposto o comunque suggeriscono di ridefinire; valutazione dell’adeguatezza, rispetto alle rinnovate missioni pubbliche, dei principali snodi istituzionali, dei modelli organizzativi e delle professionalità che oggi caratterizzano le singole parti del sistema istituzionale, con alcuni spunti per possibili rafforzamenti qualitativi, elaborati anche guardando a quel che accade in altri Paesi».

Approccio corretto, poiché vengono «prima le politiche, poi l’organizzazione». Risuona qui l’insegnamento donatoci mezzo secolo fa da Massimo Severo Giannini, un Maestro per tanti di noi: «In principio sono le funzioni». Ce lo ricordano gli Autori.

Il loro punto di veduta, è vero, non potrebbe essere migliore: presidente di Sezione del Consiglio di Stato, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Draghi, segretario generale a Palazzo Chigi e capo di gabinetto nei ministeri dell’Economia e della Funzione pubblica, Roberto Garofoli; ordinario di diritto amministrativo presso la Luiss, dove è direttore del corso di laurea in Giurisprudenza, nonché capo dell’ufficio legislativo dei ministri dell’Istruzione e della Funzione pubblica, Bernardo Mattarella.

Ma si resta comunque ammirati dalla capacità di guidare il lettore lungo un viaggio che assume presto i tratti del volo aereo, dello «sguardo in verticale». Una navigazione che sa variare di quota. Molto elevata quando, per esempio, l’indagine sale sino all’esame degli squilibri geopolitici planetari e della «postura internazionale» che il Paese deve assumere per fronteggiarli in modo adeguato, con diplomazia e intelligence in contatto stretto per «conoscere, analizzare, valutare e riferire».

Da lassù si vede meglio, per esempio, l’assurdità di un non-sistema in cui Stato e Regioni non fanno squadra, non mettono in comune «strategie, risorse economiche e competenze», con le seconde che mantengono, anzi, onerose sedi di rappresentanza all’estero; e che con l’autonomia differenziata avrebbero addirittura incrementato le loro competenze in materia di commercio estero, se la Consulta non avesse di fatto bloccato questo disegno.

Si comprende anche la necessità di una difesa comune europea, con ricadute positive sul sistema di protezione dagli attacchi cyber.

Quando scende di quota, il libro permette di osservare ogni dettaglio della zona sorvolata. Appaiono nitide le complesse articolazioni del sistema economico italiano, a partire dalle molteplici attività del Mef sino alle concrete modalità di utilizzo del golden power; come pure, continuando il percorso, s’incontra l’area dell’istruzione (scuola e università) e della ricerca, esaminata con schiettezza di giudizio: netta, per esempio, è la critica – a dimostrazione «dell’incapacità di governare il sistema e la sua evoluzione» – alla «mancata differenziazione tra le università tradizionali e quelle telematiche. Queste ultime sono state introdotte e si sono moltiplicate con le stesse regole e procedure delle università statali e rilasciano i medesimi titoli di studio, anche se il tipo di istruzione e, in larga misura, i destinatari sono molto diversi: in tal modo, all’indubbia utilità di questo tipo di istruzione si è aggiunto il rischio di notevoli distorsioni».

Il viaggio non termina con l’atterraggio. Questioni «trasversali» come la qualità delle leggi, le modalità di loro attuazione, la semplificazione della p.A. a fronte del capitale umano di cui dispone, le lentezze del servizio giustizia, sono analizzate con partecipe distacco: com’è del grande clinico.

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