Alla scoperta di Saint-Barth, fra riserve marine protette e jet set della nautica
Piscine naturali, spettacolari alberi flamboyant e destinazioni shopping. Con la guida del floral designer Djordje Varda, l’isola si scopre nei suoi angoli più remoti.
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Unica e preziosa nella sua semplicità, anche se è considerata un emblema internazionale del lusso. Così definirei Saint-Barth, 21 chilometri quadrati in mezzo ai Caraibi per 9mila abitanti. Ero venuto qui in vacanza nel 2012 con mia moglie Elizabeth e i nostri figli, 4 e 7 anni, e da allora abbiamo deciso di non vivere più stabilmente a Parigi, dove però io torno spesso a trovare mio figlio maggiore, ma anche per i grandi eventi e le masterclass all’Hôtel de Crillon, di cui sono il floral designer, e per le settimane della moda. La nostra casa si trova ad Anse des Flamands, la più grande delle 15 spiagge dell’isola e per me la più spettacolare, perché ha saputo mantenere il suo sapore residenziale, da piccolo villaggio. Considerato il mio lavoro, per me è stato importante riuscire a catturare lo spirito del luogo attraverso i fiori, anche se non sono un grande appassionato della flora tropicale – a parte gli spettacolari alberi flamboyant dalla corona fiammeggiante.
Qui mi affido soprattutto alle stagioni, amo gli anemoni, i papaveri quando si schiudono, l’orchidea viola che mi hanno dedicato. A ogni evento a cui partecipo, a Saint-Barth in particolare, ma anche nel resto del mondo, creo un contrasto tra la magia caraibica e l’universo vegetale e colorato (è stato anche il floral designer del matrimonio in campagna di Pippa Middleton e James Matthews, ndr).
Il mio fine settimana è ben organizzato: mi piace svegliarmi sempre presto, verso le 5.30, e andare a camminare insieme al mio cane, con in sottofondo i canti degli uccelli nella luce dell’alba, un momento che mi riempie di gioia. Quando torno faccio colazione, un caffè e una centrifuga a base di cetriolo, sedano e zenzero. Il pranzo è rigorosamente a casa, trascorro molto tempo a cucinare, invitiamo sempre amici: mettermi ai fornelli è una forma di amore nei confronti delle persone a cui tengo.
Il pomeriggio medito, nuoto, faccio lunghe passeggiate in spiaggia. Tra le mie preferite, Anse de Colombier, un luogo paradisiaco, dove c’è solo l’ex villa Rockefeller, a lungo abbandonata (ora fonti accreditate dicono che sia stata venduta a un privato per 136 milioni di dollari, ndr): non ci si arriva in auto, per raggiungerla occorre camminare 25 minuti nel verde, ma ne vale la pena. Mi piace anche l’Anse Grand Cul-de-Sac, nella riserva marina protetta di fronte all’hotel Rosewood Le Guanahani, il mio preferito e con cui lavoro spesso, dove è bello nuotare con le tartarughe, fare snorkeling sulla barriera corallina o raggiungere la vetta della vicina La Morne, la piccola collina rocciosa da cui ammirare il panorama.
Amo, inoltre, le Natural Pools, piscine naturali scavate nella pietra, in una zona selvaggia. Nel tardo pomeriggio, quando in molti vanno a Gustavia per lo shopping, di solito nelle boutique del Carré d’Or, io faccio un salto da Clic, che vende le belle foto di Antoine Verglas, oltre a meravigliosi accessori moda. Sono un appassionato di vini e quindi un’altra tappa fissa è alla Lounge Barons de Rothschild, dove si possono degustare e acquistare magnifiche annate. Poi faccio un salto a salutare gli impiegati del mio Varda Concept Store (ha creato una linea di fragranze e di sportswear giocando sulla forma a pipistrello dell’isola, bat in inglese, “Barthman”, ndr) e di Varda Chocolatier, negozio di delizie dolci.







