Alla Vitrociset nasce il supporto logistico per i caccia F35
Negli hangar di Capo San Lorenzo dell’azienda del gruppo Leonardo parte la sfida hi-tech che va dalla cyber security all’intelligenza artificiale, fino ai big data
di Davide Madeddu
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Dal porto di Cagliari alla cyber security continuando con i sistemi in grado di fotografare a chilometri di distanza, e un’attenzione particolare a ciò che avviene nelle orbite dei satelliti. La sfida tecnologica che unisce la ricerca e la sperimentazione militare a quella civile nasce a Capo San Lorenzo, in provincia di Cagliari. Sito immerso nel verde a poca distanza dal mare che bagna le coste della Sardegna centro sud orientale dove opera la Vitrociset. Azienda (con 150 dipendenti, di cui 30 ingegneri e 120 tecnici) del Gruppo Leonardo presente nell’isola sin dagli anni 60, quando venne realizzato il Poligono interforze di Salto di Quirra. Nei quattro hangar al centro di un compendio che si estende per 250 mila metri quadrati opera l’azienda che spazia dalla ricerca e sperimentazione in campo militare a quella in ambito civile.
Il cuore della tecnologia in cui si studiano strumenti e sistemi per affrontare la sfida del futuro che, come chiarisce Antonio Pandelli, ingegnere e direttore dello stabilimento «passa per la Cyber Security, l’Intelligenza Artificiale, i Big Data e i Data Analytics».
Settore importante che stenta pure a trovare figure professionali: «abbiamo quattro posizioni aperte per esperti di software e programmatori in Sardegna che non riusciamo a trovare». Poi ci sono i radar e le forniture per Turchia, Spagna, Francia e Guyana. «Si tratta di strumenti di elevato valore tecnologico - argomenta - che vengono impiegati per la sperimentazione militare e spaziale e che però trovano un’applicazione concreta anche in campo civile».
Non a caso tra le attività che porta avanti Vitrociset c’è anche il supporto alla manutenzione dei sistemi Radar del controllo del traffico aereo civile e militare e sistemi di ausilio alla navigazione. Il tutto all’interno di un sistema complesso che si interfaccia con il poligono del Salto di Quirra e dove è possibile effettuare sperimentazione sia in maniera virtuale (all’interno di sale controllo all’avanguardia in cui si riescono a ricostruire elementi di disturbo e criticità elevate) sia in “live”.
«Tra le attività, anche il Servizio di Space Surveillance & Tracking (Sst) per la rilevazione dei detriti spaziali, fornito alle Istituzioni italiane e integrato nel contesto europeo SSt».

