Allarme negli Usa: i cinesi vogliono influenzare le elezioni di midterm
L’unità di punta di Pechino starebbe conducendo attività di intelligence per individuare le vulnerabilità dei partiti americani e influenzare il voto
di Antonio Teti
ai preferiti su Google
3' min read
3' min read
Una notizia diffusa dal Washington Post nei giorni scorsi ha evidenziato che alcuni gruppi di hacker cinesi starebbero conducendo operazioni alla ricerca di vulnerabilità nei siti web dei partiti democratico e repubblicano per condurre delle azioni di cyber influence finalizzate al condizionamento dei cittadini americani in vista delle elezioni di midterm.
L'Fbi è in stato di massimo allarme e dalla scorsa settimana, un pool di agenti del Bureau sta conducendo un'azione di monitoraggio in almeno una dozzina di sedi dei partiti interessati che sarebbero stati individuati come possibili bersagli da parte degli hackers cinesi. Del caso si sta occupando anche la National Security Agency (Nsa), che ha diffuso un promemoria che avrebbe confermato che hacker provenienti dalla Cina stavano conducendo attività di scansione delle vulnerabilità di oltre cento sistemi informatici dei partiti politici statunitensi.
Secondo la Nsa il gruppo responsabile di tali attività, noto come “Advanced Persistent Threat 1” o “Apt1”, sarebbe riconducibile alla famigerata unità militare cinese nota come 3° Dipartimento o “Unit 61398”, del 2° Dipartimento di Stato maggiore dell'Esercito di liberazione cinese . Secondo la ricostruzione della Nsa, la Unit, nota sin dal 2013 grazie a un'indagine condotta da Mandiant che aveva confermato che la stessa aveva attaccato oltre 141 aziende americane depredandole di centinaia di terabyte di dati, sta conducendo attività di cyber intelligence per individuare i possibili “target” cui indirizzare le azioni di cyber influence.
D'altronde queste operazioni di political influence, condotte dai cinesi a danno degli Stati Uniti, possono vantare una tradizione storica. Basti citare l'operazione di infiltrazione nelle reti informatiche americane nel 2008 per condizionare le campagne politiche di Barack Obama e John McCain. «Stiamo osservando una serie attori diversi che continuano a operare in termini di influenza” ha affermato la scorsa settimana il capo della Nsa, il generale Paul Nakasone a un evento del Council on Foreign Relations.
John Hultquist, vicepresidente del settore intelligence di Mandiant, ha sottolineato che «i partiti politici sono eccellenti fonti di informazioni per le evoluzioni in campo politico e da tempo vengono presi di mira per questo motivo dai protagonisti del cyberspionaggio, ma poiché l’interferenza elettorale straniera è diventata un luogo comune, il rischio non è più unicamente un silenzioso lavoro di spionaggio. Le intrusioni di questo tipo possono essere sfruttate per attività di hack-and-leak, progettate per manipolare il processo democratico».

