I tecnici

Alto Piemonte e Novara, la siccità non è finita: la soluzione è stoccare

Gli esperti al tavolo: dobbiamo procedere con la ricarica controllata della falda in attesa di soluzioni a lungo termine per salvare il comparto agricolo

di Claudio Andrea Klun

Cambiamento. I dati meteorologici non lasciano spazio a dubbi che l’Alto Piemonte e il Novarese siano soggetti a un vero e proprio cambiamento climatico. Le precipitazioni sono più concentrate, la neve è quasi sparita

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Le pur abbondanti piogge del mese di febbraio non hanno risolto il problema della siccità nell’Alto Piemonte, conseguenza del cambiamento climatico in atto. Il tema della siccità è stato al centro di una tavolo di confronto organizzato dalla consigliera della Provincia di Novara e sindaco di Vicolungo Marzia Vicenzi, nel quale ha chiamato a raccolta tecnici – quali il meteorologo Domenico Lucci e l’ingegnere Valter Brustia, esperto di opere idrauliche – rappresentanti delle associazioni agricole e del mondo risicolo – Giovanni Chiò, presidente di Confagricoltura Novara-Vco, Manrico Brustia, responsabile settore riso e irrigazione Cia Piemonte, Fabrizio Rizzotti, vicepresidente provinciale Coldiretti – gestori dell’acqua (Daniele Barbone, amministratore delegato di Acqua Novara Vco, e Mario Fossati, direttore dell’Associazione Est Sesia – e politici – l’europarlamentare Alessandro Panza – per ricercare le possibili soluzioni per preservare il territorio e la produzione di cereali in particolare.

Marzia Vicenzi. Consigliera Provincia di Novara e sindaco di Vicolungo

I dati meteorologici non lasciano spazio a dubbi che l’Alto Piemonte e il Novarese siano soggetti a un vero e proprio cambiamento climatico: fa più caldo – l’estate si è allungata di un mese e l’inverno si è accorciato di un mese –, piove di meno (-4% secondo i dati Arpa) e le precipitazioni sono più concentrate, soprattutto in primavera e meno in autunno, la neve è quasi sparita, e di conseguenza i ghiacciai si stanno ritirando, e sono aumentate sensibilmente le giornate ventose.

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Nel tavolo di confronto sulla siccità sono emerse alcune soluzioni in grado di fornire risposta nel breve termine per contenere il problema dell’emergenza idrica nella pianura novarese, in attesa dei necessari investimenti di lungo periodo. «In particolare desidero evidenziare i progetti di ricarica controllata della falda per rendere disponibile e stoccare volumi importantissimi di acqua, altrimenti non gestibili nella nostra pianura. Così facendo, potremmo arrivare a stoccare fino a ottocento milioni di metri cubi d’acqua (considerando che solo un centimetro di lago Maggiore equivalgono a 2,2 milioni di metri cubi) – spiega Vicenzi –. Nelle nostre falde possiamo arrivare ad accumulare un volume considerevole dell’acqua che è indispensabile per irrigare il comprensorio della provincia di Novara. Un progetto del genere sarebbe di competenza dell’Associazione Est Sesia, che è preposta alla gestione della rete di distribuzione».

La consigliere della Provincia di Novara sottolinea anche che i cambiamenti climatici in atto «rendono lo stoccaggio dell’acqua quando è disponibile il tema fondamentale per il nostro comparto agricolo. La proposta è quindi di prendere l’acqua quando è disponibile e non solo quando serve. Anche se alla fine della stagione invernale in campagna non si è ancora pronti ad irrigare, potremmo iniziare a stoccare e a recuperare l’acqua da utilizzare nella tarda primavera. Il processo di ricarica richiede almeno 50 giorni per stoccare l’acqua e per poterla utilizzare per irrigare». Ad esempio, si può usare l’acqua che emerge naturalmente nella linea delle risorgive e dai fontanili. I territori a monte potranno impiegare direttamente le acque superficiali che attraverso i canali di drenaggio verranno utilizzate negli apprezzamenti di valle: «in estrema sintesi le tecniche di ricarica controllata permetterebbero di contrastare l’impoverimento della falda freatica, in parte dovuto alla sostituzione della pratica della sommersione con la semina del riso in asciutta, utilizzando la risorsa idrica disponibile in un periodo in cui non verrebbe impiegata per l’irrigazione». «Non saranno le piogge delle scorse settimane a eliminare la siccità, ma un intervento a lungo a termine che ci permetta di accumulare un volume d’acqua indispensabile per irrigare il comprensorio della provincia di Novara» conclude Vicenzi.

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