Amazon, ricavi da record e utile oltre le attese grazie al traino di cloud e AI
«È stato un buon inizio di anno e lo possiamo vedere nella migliorata esperienza dei consumatori e nei risultati finanziaria», ha detto l’amministratore delegato Andy Jassy
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Amazon chiude il primo trimestre con ricavi senza precedenti negli annali del primo scorcio dell’anno, in aumento del 13% a 143,3 miliardi di dollari. L’utile netto è stato di 10,4 miliardi, a sua volta ben oltre i 3,2 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. “E’ stato un buon inizio di anno e lo possiamo vedere nella migliorata esperienza dei consumatori e nei risultati finanziari”, ha detto l’amministratore delegato Andy Jassy. I risultati, nella serata di martedì 30 aprile, hanno però spinto solo temporaneamente i titoli Amazon a Wall Street: nelle contrattazioni after-hours, hanno guadagnato fino al 6% per poi perdere slancio. In apertura della successiva seduta hanno evidenziato rialzi di circa il 3%, per un guadagno da inizio anno del 20 per cento.
Le ansie degli investitori
Gli investitori sono parsi reagire in modo articolato alla nuova stagione di risultati finanziari delle Big Tech, presi tra ottimismo sul futuro e preoccupazione per le performance davanti a costose spese e investimenti legati alla gara sulla nuova frontiera dell’intelligenza artificiale: hanno premiato Alphabet (Google) e Microsoft ma penalizzato Meta, che assieme alla puntata su Ai ha delineato un orizzonte nell’immediato meno brillante ed è ancora reduce forse da brusche correzioni di rotta su un’altra generosa puntata mal-concepita e che ha dato meno frutti di quelli auspicati, quella sul metaverso interattivo.
La scommessa su AI
Jassy non ha fatto mistero di recente della sua attuale, aggressiva scommessa sull’intelligenza artificiale e di quanto ci conti. Partita in ritardo su rivali quali Microsoft e Google di Alphabet, un ritardo che l’ha accomunata ad un altro gigante, Apple, Amazon ha virato bruscamente su Ai. La recente lettera ai soci dell’ad ha messo nero su bianco la previsione di come le nuove generazioni di soluzioni di artificial intelligence, quelle cosiddette generative, possano diventare un nuovo caposaldo per il colosso del commercio elettronico e di Internet. L’azienda ha moltiplicato le spese di capitale, pari a 14 miliardi tra gennaio e marzo che, se annualizzate, arriverebbero a 60 miliardi, un traguardo che potrebbe essere superato visto che ha definito gli investimenti finora un low-point, un minimo che verrà migliorato. Simili pesanti impegni sono parsi però compensati agli occhi degli operatori, nel caso di Amazon, da quelli che hanno considerato incoraggianti “numeri” nel bilancio.
Aws da cento miliardi l’anno
Gli attuali motori di profitti e crescita, di certo, non hanno perso giri: Amazon Web Services, i servizi cloud dei quali è leader e nota con la sigla Aws, ha riportato un incremento delle entrate del 17% a 25 miliardi e i profitti operativi si sono impennati dell’84 per cento. Un andamento in parte già sostenuto propri dall’intreccio con capacità di AI, che consentono ora a Jassy di proiettare un giro d’affari annuale per il segmento da almeno cento miliardi di dollari.
Anthropic e dintorni
Sul fronte Ai in senso stretto, Amazon è già un grande investitore della startup Anthropic, considerata tra i pionieri del settore, come Microsoft lo è in OpenAi. Fin dall’anno scorso ha introdotto un chatbot, Amazon Q, per le aziende e da ora in avanti ha deciso di allargare questa l’offerta atraverso Aws. Nel retail ha inoltre annunciato quest’anno il lancio sulla sua app mobile di un nuovo assistente digitale intelligente battezzato Rufus.

