Amundi, la svolta green non basta. «Stop ai maxistipendi dei manager»
Il colosso europeo del risparmio accelera sulle tematiche Esg. «Nelle assemblee 2020 per il voto terremo conto della politica sui salari»
di Alessandro Graziani
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Con oltre 1.650 miliardi di asset di euro in gestione, Amundi si conferma anche nel 2019 il primo asset manager europeo nella top ten a livello globale. La crescita avverrà ancora in modo organico, senza escludere nuove acquisizioni tattiche dopo quella di Pioneer da UniCredit, puntando su Europa e Asia. Amundi è anche tra i leader globali negli investimenti Esg, con oltre 300 miliardi investiti in “modo responsabile”. Sui principali temi del settore, ecco l’opinione del chief executive officer di Amundi Yves Perrier in questa intervista esclusiva a Il Sole 24 Ore.
L’asset management è alle prese ovunque nel mondo con le tematiche Esg e in particolare col climate change. Amundi è quotata in Borsa ed è controllata da Crédit Agricole, che in Francia è chiamata la “banque verte”. Come vi state muovendo? E che obiettivi avete?
Dalla nascita avvenuta nel 2010 Amundi è sempre stata pioniera avendo fatto degli «investimenti responsabili» uno dei propri assi portanti. Oggi siamo riconosciuti come leader globale con oltre 300 miliardi di euro investiti in modo responsabile e abbiamo lanciato diversi fondi in green bonds in collaborazione con partner prestigiosi come International Finance Corporation per i mercati emergenti, la Bei per il mercato europeo del private debt e la Banca Asiatica d’Investimento per le Infrastrutture in Asia. Abbiamo anche preso parte al gruppo di lavoro istituito dal Ministero per il commercio internazionale e l’industria per introdurre l’Esg in Giappone.
A ottobre 2018 avete presentato il nuovo piano triennale. Con quali obiettivi nel «green»?
Il piano prevede l’esplicita inclusione dei criteri Esg nella gestione di tutti i fondi attivi del gruppo Amundi entro la fine del 2021, il raddoppio delle somme raccolte per finanziare la transizione energetica e delle masse gestite con criteri Esg e legati al clima per quanto concerne i fondi passivi.



