Apple Intelligence è arrivata in Italia: ecco come cambia l’iPhone
L’intelligenza artificiale di Cupertino finalmente anche in Italiano: tutte le novità e come è possibile installarla
4' min read
4' min read
Apple Intelligence è arrivata in Italia. Ci sono voluti quasi 10 mesi (era stata presentata nel corso dell’ultima WWDC di Apple, a giugno 2024), ma ora l’intelligenza artificiale made in Cupertino parla in Italiano. Ed è un punto di svolta per i possessori di device Apple (iPhone, ma non solo). Perché il giochino di luci che si innesca quando interpelliamo Siri, non è solo un aggiornamento grafico. Ma un cambio di paradigma: il dispositivo che diventa intelligente, si occupa della tua agenda, impara a conoscerti. E - soprattutto - protegge i tuoi dati.
Prima di parlare delle innovazioni, infatti, è giusto spendere qualche parola in più proprio sulla privacy. Perché se lato tecnologico questa intelligenza artificiale fa cose simili a quelle dei competitor, è la protezione dei dati personali a fare la differenza. Un approccio “on device” che mantiene la maggior parte dei dati sul dispositivo, senza condividerlo in cloud o con aziende terze. Per le richieste più complesse, entra in gioco Private Cloud Compute, l’infrastruttura Apple con chip proprietari che consente l’elaborazione nel cloud senza compromettere la sicurezza. I server possono essere ispezionati da esperti indipendenti, garantendo una trasparenza senza precedenti nel settore.La forza di Apple è sempre stata questa, del resto. E si conferma anche stavolta.
Come funziona e come si scarica
Partiamo col dire che l’esordio arriva col rilascio di iOS 18.4, iPadOS 18.4 e macOS Sequoia 15.4. Si tratta di aggiornamenti che introducono tutta una serie di nuove funzionalità basate su Apple Intelligence, ora disponibili anche in italiano.
L’intelligenza artificiale di Apple, di fatto, corre su un doppio binario: modelli linguistici sviluppati dagli ingegneri di Cuopertino per le funzioni di assistenza (Siri che gestisce l’agenda, ti fa il riassunto delle email e delle notifiche, traduce i testi, ecc. ecc.), e partner tecnologici (come ChatGPT di OpenAI) per le richieste di AI generativa più diffuse.
Gli “Strumenti di scrittura”, integrati in Mail, Messaggi, Note, Pages e in numerose app di terze parti sono un passo in avanti notevole. Ora, infatti, l’utente può chiedere all’AI di riscrivere testi scegliendo tra toni professionale, conciso o amichevole; revisionare bozze con suggerimenti grammaticali e lessicali, o riassumere contenuti in forma di paragrafo, elenco o tabella. Il tutto personalizzabile anche con comandi descrittivi, capaci di trasformare un invito a cena in una poesia, o arricchire un curriculum con aggettivi più incisivi.




