Approvare il mes per un credito europeo
di Lorenzo Codogno e Gia mpaolo Galli
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I contorni dello shock economico prodotto dal coronavirus sono ancora molto incerti, ma di sicuro la sua entità sarà simile, se non superiore a quella del 2008-2009. Si è detto molto sulla natura dello shock e che in buona parte deriva dal lato dell’offerta. Questo è certamente vero. Tuttavia, non c’è shock di offerta che non si trascini anche un impatto importante sulla domanda, e in questo caso sarà enorme e quindi richiederà azioni di sostegno senza precedenti.
Bene quindi l’aumento del pacchetto finanziario deciso dal governo. L’azione di policy deve avere tre obiettivi.
1) Dare un aiuto massiccio all’economia per cercare di evitare il collasso del tessuto economico, anche per effetto della mancanza di liquidità; probabilmente la Bce darà presto un segnale in tal senso.
2) Gli interventi dovranno essere tempestivi e quanto più possibile automatici. Non si può pensare che alle imprese le risorse arrivino tra qualche mese, quando ormai potrebbe esser troppo tardi per la loro sopravvivenza. Ad esempio, si potrebbe mandare un assegno equivalente alle tasse pagate l’anno scorso come prestito a tasso zero da restituire nei prossimi anni.
3) Occorre rendere esplicito che lo stimolo economico dev’essere rilevante, ma anche temporaneo. A parte un aumento della spesa sanitaria, la maggior parte degli interventi non dovrà prefigurare incrementi strutturali della spesa pubblica.

