Approvata la proposta di legge per rottamare i veicoli in fermo amministrativo
Voto all’unanimità alla Camera, ora il testo passa al Senato. Per il deputato della Lega, Furgiuele, si è colmata una lacuna normativa che ripristina decoro e sicurezza. Per Altieri (Ancsa) diverse sono ancora le criticità da smussare
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I punti chiave
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Togliere dalle strade 3,5 milioni di veicoli fuori uso. Così da restituire decoro e sicurezza a molte zone di piccole città italiane come della Capitale. La proposta di legge, approvata all’unanimità oggi all’Aula della Camera - recante «Modifiche al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, e altre disposizioni in materia di cancellazione dai pubblici registri dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo» - ha l’obiettivo di colmare una lacuna normativa, ovvero sbloccare la rottamazione dei veicoli sottoposti a fermo amministrativo. La proposta, approvata con 235 voti favorevoli e che ora passa al Senato per la seconda lettura, prevede che se un pubblico ufficiale attesta l’inutilizzabilità del mezzo, è possibile procedere con la cancellazione dal pubblico registro automobilistico (Pra) e la demolizione che sarà a carico dei proprietari dei veicoli, senza pesare, quindi, sulle finanze dei Comuni e degli enti locali.
Più decoro e sicurezza
«Il valore di questa proposta di legge risiede nel fatto che è frutto di un lavoro bipartisan, collettivo, votato all’unanimità della Camera per dare risposte concrete alle esigenze del cittadino», commenta, raggiunto telefonicamente, il deputato della Lega Domenico Furgiuele, Segretario della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni. «Il nostro sistema normativo aveva una lacuna molto grande: non consentiva i mezzi sottoposti a fermo amministrativo di poter essere rottamato. Dal paese più piccolo arrivando fino a Roma, tutti abbiamo presente, nell’immaginario collettivo, zone in cui gli automezzi sono abbandonati e fatiscenti, a languire come fossero monumenti alla trascuratezza urbana. Con questa proposta di legge si vogliono rimuovere 3,5 milioni di questi veicoli che, nella maggior parte dei casi, occupano spazi pubblici di cui nessuno si occupa».
L’abbattimento degli oneri burocratici per il cittadino, un modo per rendere la burocrazia meno distante e più attenta alle esigenze della collettività, si unisce a vantaggi sociali e ambientali. «Oltre a intaccare il decoro urbano, questi mezzi, che hanno perso il loro valore, rappresentano un pericolo per l’ambiente, in quanto possono rilasciare sostanze dannose e inquinanti» - aggiunge Furgiule. «Dal punto di vista sociale, recuperare questi spazi significa creare nuovi luoghi per la comunità, aree verdi, parcheggi, di aggregazione. Senza dimenticare la sicurezza, perché rimuovere questo tipo di veicoli garantisce strade più sicure, nel solco di quanto sta portando avanti il vicepremier Salvini in merito alla riforma del Codice della strada».
L’aspetto molto positivo, sottolinea il deputato della Lega, è il voto bipartisan, all’unanimità di tutte le forze politiche, a dimostrazione che il Parlamento si può unire per produrre risultati utili, «di buon senso» per il cittadino. «Ha vinto il Parlamento, la forza del Parlamento che dimostra di saper andare oltre le aule del Palazzo soprattutto quando si tratta del bene comune. E tanto più saremo in grado di fare questo, tanto più sapremo dare un contributo alla nostra società e dare dignitià alla politica, alle istituzioni, ai partiti», conclude Furgiuele, auspicando che si possa trovare, nel successivo iter, le risorse utili a dare piena attuazione a questa proposta di legge.
I nodi da sciogliere
«La proposta di legge mi sembra interessante e la possibilità di procedere alla rottamazione per i veicoli sottoposti a fermo amministrativo un’operazione saggia». A parlare è l’avvocato Giuseppe Altieri, responsabile del Centro studi e affari giuridici dell’Ancsa (Associazione nazionale centri soccorso autoveicoli) e voce di un comparto particolarmente interessato dalla novità, quello dei custodi giudiziari.

