Cisgiordania, economia verso il default: così Israele blocca le finanze dell’Anp
di Roberto Bongiorni
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Con la nuova disciplina sulla presunzione d’innocenza rimedio esclusivo contro i provvedimenti dei giudici che, pur non decidendo nel merito, presentano l’imputato o l’indagato come colpevole.
Lo afferma la Cassazione con la sentenza n. 1276 della Sesta sezione penale, prendendo tra le prime volte in esame nell’articolo 115 bis del Codice di procedura penale, introdotto nel 2021 nel contesto delle misure di recepimento della direttiva 2016/343/Ue sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione d’innocenza.
Nel 2022 la Cassazione, sentenza 19543, giudicò inapplicabile la disposizione agli atti della polizia giudiziaria, non trattandosi di atti giudiziari in senso tecnico seppure di notevole rilevanza.
Il caso esaminato dalla Cassazione è relativo all’ex presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, oggi parlamentare del Pd, indagato nel 2019 per traffico d’influenze e poi archiviato al momento della conclusione delle indagini.
Nel provvedimento di archiviazione tuttavia veniva formulata una serie di apprezzamenti di merito sulla sua colpevolezza in netto contrasto con il carattere neutro che deve caratterizzare il provvedimento.